lunedì 16 novembre 2009

Ipnosi: "fai finta di ...andare in trance...";-)

















Ciao,


l'ipnosi è una esperienza e non "una informazione"per
cui è difficile descriverla e trasferirla...a parole...per questo
gli aneddoti di Erickson stanno avendo molto successo ;-)
In quello di oggi ascolterai una storia in cui Erickson
trasmette, nel suo modo unico, un sacco di cose
interessanti ;-)









L'hai ascoltato? questa storia che puoi trovare sempre
nel bellissimo libro "La mia voce ti accompagnerà" è stato
messo (non a caso) nella sezione dedicata alle suggestioni
indirette. Rosen nel commentarlo racconta che alcuni,
quando ascoltavano questo racconto entravano in trance.
Per cui controlla di non esserci...adesso ;-D


Ecco 5 insegnamenti di Erickson:


1 - Induzione frazionata: Erickson era solito frazionare
la trance. Iniziava facendo delle piccole trance in cui la
persona entrava...ma non gli lasciava il tempo di capire
cosa stava accadendo che gli faceva aprire gli occhi e
tornarci più profondamente. E' un'ottima tecnica con i
soggetti "poco predisposti". Un modo semplice per
farlo e fare aprire e chiedere gli occhi più volte...


2- Comandi nascosti e sottolineature analogiche:
Erickson dissemina dei comandi modificando e rallentando
il ritmo di voce. Quando riascolti l'audio noterai che questi
suonano come dei veri e propri comandi inseriti in
"pezzi" più ampi del discorso...per questo sono state
anche chiamate "minori strutture incluse".


3- Simulare la trance è un ottimo modo per entrare in
trance. Infatti per entrare in una trance necessaria per
fare un lavoro ipnotico non conta quanto "profondamente"
si entra in trance...e "fingere" spinge i resistenti in una
trance leggera...che se frazionata può diventare una "vera
trance".


4- Suggestione indiretta: Erickson, oltre a cumulare
tutte le "tecniche" descritte prima...era ancora più indiretto,
infatti il solo racconto poteva portare le persone in uno
stato di trance. E' divertente il solo parlare di ipnosi
manda sempre la gente in trace ;-)


5- Il concetto di apprendimento:
"le impartii la
suggestione
che avrebbe potuto imparare ad entrare
in trance"
. Questo è sicuramente uno dei concetti più
cari ad Erickson...quello dell'apprendimento. Il processo
di apprendimento è presente in ogni induzione di
Erickson...


Questo aneddoto è l'esempio perfetto dell'atteggiamento
che aveva Milton Erickson e che puoi modellare anche tu
quando lavori con una persona....Qualcuno ha detto
che "tutto è impossibile fino a quando qualcuno non ci
riesce
" (la solita storia del miglio di Bannister ;-)).


Fammi sapere cosa ne pensi dell'esercizio, lascia un
commento qui sotto e se vuoi seguire e sostenere il blog
iscriviti ai miei feed e/o seguimi su facebook.


A presto
Genna


Ps. ho uplodato due "saluti autorevoli" sul mio canale
di Youtube ;-)

domenica 15 novembre 2009

PNL: La dietrologia ...

















Ciao,


da quanto tempo conosci la PNL? molti quando la
incontrano ne sono particolarmente affascinanti ma allo
stesso tempo "spaventati". Il timore deriva dal fatto che
la PNL viene, molto spesso, presentata come una sorta
di panacea
attraverso la quale è possibile: guarire in
pochi minuti, fare più soldi, piacere a tutti, svelare le
menzogne...ecc...ecc..


Oltretutto, come se non bastasse la PNL ha adottato molti
aspetti delle sette religiose. Rituali, neologismi, livelli di
crescita (le certificazioni) e il grande guru (Bandler). Lo so
...lo so...molte organizzazioni sono disegnate sullo stesso
modello, ma pensaci, se arrivi da fuori e non sai che cosa è
la PNL, tutte ste cose ti fanno un'attimino pensare ;-)


Ma ogni setta/movimento che si rispetti deve avere il suo
antagonista...la cosa da odiare tutti insieme e contro cui
lottare. Ed ecco che i cattivi diventano "gli psicologi"...e
tutta la psicologia :-O In modo particolare è con i dinamici
(cioè chi deriva dalla psicoanalisi) che se la prende Bandler
...ma li chiama lo stesso psicologi ;-)


Il tempo passa e lentamente si affermano quelle correnti
di psicoterapia che sono nate o poco prima o in
contemporanea con la PNL. La scienza fa passi da
gigante e le terapie diventano sempre più efficaci e
soprattutto distanti dal modello psicoanalitico. Migliaia
di psicologi si formano in PNL e in queste nuove
discipline...ma niente il nemico deve rimanere ;-)


Così vai ai corsi dal vivo di Bandler...e ancora si parla
male degli psicologi. Questo non è il dato che mi fa pensare
perché capisco bene tutto il marketing che sta dietro alla
PNL ed è giusto che lui mantenga le sue linee. La cosa
più assurda sono i "discepoli" che senza una minima
competenza in materia, sparlano della psicologia con
argomentazioni che risalgono al 1900(data di pubblicazione
della "interpretazione dei sogni" di Freud ;-)).


E' chiaro, sto assolutamente generalizzando. Infatti qui in
Italia abbiamo, come esempio, la prima specializzazione del
MIUR in PNL terapeutica. Una scuola di psicoterapia che si
basa sugli assunti della PNL ...quindi dire che siamo
indietro sarebbe un errore...


Forse in mezzo a tutto quello che ti ho già detto ti starai
chiedendo "ma scusa cosa c'entra la dietrologia con tutto
questo?"...c'entra perché credi che oggi la PNL classica
(quella setta) stia morendo. Perché la gente ha aperto gli
occhi, si è accorta che PNL è solo un nome che racchiude
quello che funziona...o almeno...se leggi questo blog
dovresti saperlo ;-P


La gente si è accorta che se vai da un coach di PNL,
raramente ti libererà dai tuoi mali in pochi secondi. E che
anche se segui i corsi più avanzati, non inizierai a lanciare
palle di energia o a spostare gli oggetti con il pensiero ;-)
Oggi la gente è molto più intelligente e soprattutto sa
usare internet e sa cercare le informazioni...


A questo punto però voglio spezzare una lancia sulla
schiena di chi dico io...sto scherzando :-D ...a favore della
PNL e del suo spirito pionieristico. Chi comprende a
fondo questo spirito della PNL non ha bisogno ne di sette
ne di "nemici immaginari" per rendersi conto che sono
solo "tecnologie che possiamo usare per stare meglio"...
e vivere una vita più piena...non una psico-religione da
abbracciare.


E tu che cosa ne pensi...è solo un delirio? ;-) ehi guarda
l'immagine lì in alto...chi sono? lasciami un commento
qui sotto... e se ti piace il blog, iscriviti ai miei feed rss
oppure seguimi dal tuo account di facebook.


A presto
Genna


Ps. se in questo momento sei a Milano per l'evento
Coaching 4 You...chiamami che ci facciamo 4
chiacchiere e ci conosciamo dal vivo;-)

sabato 14 novembre 2009

Comunicazione efficace: il litigio come maestro di strategia ;-)






















Ciao,


hai mai cercato di dividere due persone mentre stanno
litigando? di solito che cosa succede quando arrivano gli
amici a tenere i rispettivi "litiganti"? uno dei due o
entrambi cercano di liberarsi...e a volte è proprio in
questa fase che uno dei due si imbestialisce davvero.
Perché?


Da un punto di vista comunicativo, sono proprio le persone
che cercano di dividere ad infiammare la questione.
Ricordi i discorsi sulla comunicazione simmetrica e quella
complementare
? in pratica i due litiganti si trovano in
questa situazione perché sono entrati in un circolo vizioso
simmetrico...quella che amo definire "la gara a chi lo ha
più lungo" (lo so è un po' maschilista, ma rende;-))


Se sei un terapeuta e conosci queste dinamiche sai che
un buon modo per invertire la rotta di questi processi è
inserire un po' di "quello in quest'altro" ;-) cioè se la
relazione è rigidamente complementare è bene inserire
elementi di simmetria
, mentre se è simmetrica è bene
inserire elementi di complementarità
.


Dico inserire, parlando dal punto di vista del terapeuta,
perché, solitamente chi prende parte al gioco (è nel
sistema) è cieco a queste dinamiche. Allora...i due
entrano in simmetria, scatta la scintilla ed inizia la
zuffa. A questo punto uno dei due desiste (o scappa)
e si viene a creare naturalmente una situazione di
complementarità...dove uno prevale sull'altro.


Ma se arrivano gli amici a dividere i due litiganti
questo processo non può avvenire...e oltretutto,
soprattutto se si tratta di giovani (ma non solo) scatta
la desiderabilità sociale...se siamo in contesto dove la
forza è un valore (e da giovani la è quasi sempre) i
due sono fomentati dal "pubblico". E se questo blocca
il processo la simmetria sale fino a scenate incredibili..


Se paradossalmente, i due litiganti, fossero entrambi
"esperti di pallone" basterebbe sfidarli ad un gioco di
conoscenza. Chi sa di più di quella tal squadra e così via.
Questo espediente, fantascientifico (è difficilissimo fare
una cosa del genere) porterebbe nuovamente la
situazione in complemetarità. Perché quasi
certamente uno dei due è più preparato. Oltre a
rafforzarne il rapporto, visto che entrambi parlano
della stessa passione.


Hai seguito per bene l'esempio? è stato chiaro? bene
questo significa che ora sai come fare buoni interventi
anche in altri contesti ;-) sia in quelli familiari che in
quelli organizzativi. Il trucco è semplicemente sempre
lo stesso, mettere un po' di quello che non c'è la
dove
serve e viceversa.


Chiaramente non è così semplice come appare, anche
se il concetto più importante da comprendere per
intervenire è esattamente quello di cui ti ho parlato.
Ora aggiungici un po' di esperienza e sono certo che
questo "semplice esempio" ti sarà di aiuto in
ogni
tua relazione ;-)


Fammi sapere
che cosa ne pensi...lascia un commento
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A presto
Genna

venerdì 13 novembre 2009

Insonnia: 5 approcci terapeutici senza farmaci.


















Ciao,


qualche tempo fa ho scritto un articolo con 9 consigli per
dormire bene
...così anche oggi ho trovato un ottimo
articolo dedicato a questo problema che pare affliggere
dal 10 al 13% della popolazione adulta in tutto il
mondo. Infatti l'insonnia è uno dei primi sintomi che
si presentano quando in "generale" si sta male...


Esiste un modello che serve per determinare quali
sono i passaggi attraversa chi soffre di insonnia, il
modello, detto delle 3 P:


- Predisposizione
: cioè una predisposizione innata ad
alti livelli di "attivazione emotiva" e/o cognitiva. Come ad
esempio il genere, infatti le donne ne soffrono con una
più alta probabilità...oppure più semplicemente l'età
avanzata.


- Precipitanti: cioè eventi "più o meno traumatici" che
possono portare all'insonnia. Come un lutto, una perdita
sentimentale o fattori legati allo stress, sia improvviso
(come un terremoto) oppure uno stress prolungato.


- Fattori Perpetuanti: quando l'insonnia non viene
riconosciuta e trattata "nella P precedente", ecco che
tende a diventare cronica. Si mettono in atto "tentate
soluzioni disfunzionali" che invece di risolvere il problema
lo aggravano e lo cronicizzano.


Esistono 2 vie per curare l'insonnia, la prima è la
via farmacologica. Ma è una via che non mi piace per
partito preso...e poi perché, spessissimo, è un fattore che
cronicizza la patologia. Infatti le persone diventano
dipendenti e senza il farmaco non riescono più a dormire,
ma in casi estremi potrebbero essere necessari.


Ecco 5 approcci terapeutici senza farmaci:


1) Rilassamento: questa voce che è riportata nell'articolo
dovrebbe esserti alquanto familiare ;-) Il rilassamento
oltre a facilitare l'entrata nel sonno ti permette di
diminuire drasticamente lo stress e interrompere il
circolo vizioso che porta alla cronicizzazione...o...con un
pò disciplina...ad uscirne. (e mooooolte altre cose ;-))...


2) Controllo degli stimoli: consiste nel correggere le
cattive abitudini che portano all'insonnia. Come ad
esempio l'andare a letto in orari sempre diversi oppure
bere troppi caffè dopo un certo orario o mangiare
determinati cibi...oppure stare troppo al Pc...


3) La restrizione del sonno: aumentando le ore di
veglia e determinando orari stabili, permette di
ripristinare l'andamento dell'orologio biologico.


4) Fototerapia: un trattamento innovativo che
attraverso la somministrazione di luce ad alta intensità
permette di regolare l'orologio biologico e riequilibrare
i ritmi circa e ultradiani...


5) Psicoterapia: a volte è necessaria una vera e propria
psicoterapia. Ad oggi quelle di elezioni sono la psicoterapia
ipnotica e la psicoterapia cognitivo-comportamentale. Ma
anche altre forme di aiuto possono risultare utili...


Pare quindi che il primo passo sia riconoscere di avere
un "problema" e iniziare ad intervenire per prevenirlo.
Utilizzando le 3 P si può capire il "decorso" dell'insonnia
e attraverso i 5 punti è possibile intervenire per uscire
da questa "trappola debilitante"...


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esperienza personale. lascia un commento qui sotto e
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A presto
Genna

giovedì 12 novembre 2009

Sviluppo Personale: 5 Tecniche per Ridurre lo Stress



















Ciao,


ho trovato un video davvero interessante sullo stress,
si tratta di un intervento fatta dalla psicologa sociale
Judith Moskowitz, la quale esamina come le emozioni
positive possano essere utilizzate come meccanismo di
coping nelle situazioni stressanti.




Hai visto il video? averlo fatto presuppone un di cose
due delle quali sono: 1) che tu conosca l'inglese...e 2) che tu
sappia che cosa si intende per "meccanismi di coping". La
prima condizione può essere graduale, cioè tu potresti
conoscere in parte la lingua e aver capito una certa
percentuale...mentre la seconda è più netta, o sai di cosa
si tratta oppure non lo sai ;-)


I meccanismi di coping sono quelle azioni comportamentali,
mentali ed emotive, che hai sviluppato nel corso del tuo
sviluppo per far fronte efficacemente ai momenti di stress.
Queste abilità possono essere sia naturali, nel senso che le
agisci in modo automatico da sempre...oppure possono
essere volontariamente apprese.


Quindi in caso tu non conosca l'inglese...ecco i i 4 punti
fondamentali del video:



- Una panoramica dello stress e dei suoi effetti
deleteri sulla salute.


- L'occorrenza delle emozioni positive
in un
contesto stressante.


- La funzione adattativa delle emozioni positive
in un contesto stressante.


- Modi per accrescere le emozioni positive nella
vita di tutti i giorni come modalità di coping contro lo
stress.


Il riassunto della parte teorica è semplice: chi sperimenta
volontariamente una maggiore quantità di emozioni
positive si difende meglio dallo stress..."banale ma
importante da tenere a mente". Ma l'aspetto più pratico
del video è sicuramente l'ultimo punto...


Ecco le 5 tecniche pratiche, confermate dalla
ricerca per aumentare
le emozioni positive:


1) Notare gli eventi positivi accresce le emozioni
positive non sorprendentemente ;-) il trucco sta nel
notare soprattutto gli eventi piccoli. Farlo è una
abilità che può essere sviluppata. Più sei stressato e
più diventa difficile notare questi eventi, per questo
motivo è importante farlo il più spesso possibile.


2) Capitalizzare: cioè tenere a mente le emozioni
positive quando le noti...parlarne con gli altri e se è
possibile scriverle in una agenda. Questo rende le
emozioni positive sempre più evidenti, potenti e
benefiche. (Langston 1994; Bryant 1989).


3) Gratitudine: un senso di profonda gratitudine per
tutto ciò che ti circonda: le altre persone, la natura, Dio..
Tenere un "diario della gratitudine" ha dimostrato avere
effetti sulle emozioni positive, diminuire sintomi fisici,
aumento della qualità del sonno e...in generale...una
maggiore soddisfazione in tutti i campi della vita.
(Emmons 2007; 2003 - kashadan 2006).


4) Mindfullness: ne abbiamo già parlato... la dottoressa
lo descrive come: "l'abilità di porre intenzionalmente la
tua attenzione nel momento presente, mantenendo uno
stato di non giudizio".


5) Valutazione Positiva: come interpreti gli eventi che
ti capitano in base al tuo benessere. La valutazione degli
eventi determina come risponderai ad un certo evento. In
pratica devi "allenarti" a ristrutturare gli eventi che ti
capitano in modo che, quando riaccadranno la tua reazione
sia diversa e più positiva.


Bene, mi piace pensare che ognuno di questi consigli non
sono "campati in aria", ma sono il risultato di una ampia
ricerca nel campo della psicologia. Questo per me è
"Sviluppo Personale" ;-)


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A presto
Genna


Ps. Vuoi davvero ridurre lo Stress nella tua vita e
fare un tuffo nelle tue potenzialità interiori?
Acquista Rilassamento Dinamico ;-)