lunedì 8 febbraio 2010

Sviluppo Personale: "la tua zona migliore" ;-)



















Ciao,


ti è mai capitato di essere talmente contento per un
qualasiasi motivo e di farlo trasparire in ogni tua
azione
? Questo effetto è ben noto a chi è felicemente
fidanzato, ha trovato l'anima gemella e, se prima non se
lo "filava nessuno" ecco che improvvisamente arrivano
tutti gli altri pretendenti. Questo succede ogni volta che
stai davvero bene...che sei in uno stato mentale che
diventa contagioso ...







Hai ascoltato l'audio? la frase migliore per descrivere
questo esercizio è ispirata da Richard Bandler "..perché
aspettare?" cioè perché bisogna aspettare di essere in
quel determinato stato quando potremmo crearcelo in ogni
istante della nostra vita? chiaramente la cosa non è così
semplice come sembra...per un milione di motivi che, per
il nostro "sviluppo personale" ci interessano poco ;-)


...la domanda più produttiva invece è..."come posso fare in
modo che questo stato sia sempre più presente nella mia
vita?"... Lo so...lo so al contrario di quanto dicono molti
altri miei colleghi "è tutto tranne che facile"... c'è bisogno
di allenamento ma il primo passo è esattamente quello
che ti ho suggerito nell'audio: prendi un foglio e scrivi
almeno 5 eventi della tua vita che, quando ci pensi ti
fanno sentire alla grande...


Ecco come fare l'esercizio:


1) Prendi un pezzo di carta o meglio un quaderno
su cui poter descrivere con poche parole più eventi che,
al solo ricordo ti fanno sentire meglio. Gli eventi non
devono essere necessariamente cose "grandiose" per
gli altri...ma anche il semplice sorriso di una persona
speciale o di tuo figlio.


2) Dopo averli descritti passa alcuni minuti per riviverli
con tutti i tuoi sensi...vedi quello che vedevi, senti
quello che sentivi e riprova quello che provavi. Se ti va
puoi creare un'ancora... ma puoi anche non farlo, visto che
gli eventi che devi scegliere devono essere potenti di
per ;-)


3) Mentre li rivivi senti quali sono le sensazioni che tutti
questi eventi ti danno. Nota in quale parte del tuo corpo
nascono e si muovono queste sensazioni... nota tutto
come cammini, come respiri e cosa ti dici mentre sei in
quello stato, come vedi il mondo ...se ti va...
scrivi tutto ;-))


4) Prima di ogni evento importante apri il tuo quaderno
e rivivi quelle esatte sensazioni. Allenati ad entrare
e ad uscire da questo stato di eccellenza ... il feedback che
devi ricevere dal tuo corpo e dalle tue emozioni deve
essere il più simile possibile a quello vissuto negli eventi
che hai cercato nelle tue esperienze.


Questo esercizio non è un semplice "richiamo di risorse"
ma un vero e proprio modo per educare il tuo corpo a
restare in una "zona di eccellenza" specifica... "zona" che
è già dentro di te e che puoi imparare a richiamare, a
gestire e a portare con te nei momenti in cui ne hai
più bisogno.



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A presto
Genna

domenica 7 febbraio 2010

Comunicazione Non Verbale: 8 stili di microespressioni facciali...





















Ciao,


da un di tempo a questa parte mi senti spesso parlare
di "microespressioni" e degli studi che hanno portato il
Prof. Paul Ekman a diventare il numero uno al mondo in
questo campo...oltre ad aver ispirato un telefilm tanto
affascinante come "lie to me". Così probabilmente saprai
che esistono alcune emozioni di base e che queste si
"leggono" nei movimenti del volto...ma tutti i visi sono
uguali oppure cambiano da persona a persona?


A questo scopo Ekman ha delineato 8 stili di
espressione
facciale:


1) Trasparente:
tutti abbiamo un amico al quale gli si
"legge in faccia tutto". Questo genere di persone sono
trasparenti e lasciano trapelare tutto. Sono le persone
che si stupiscono quando qualcuno gli dice "ti vedo
preoccupato" ;-) (escludendo la lettura nel pensiero).


2) Espressione Opaca: al contrario della mimica
trasparente c'è quella opaca. Persone che sono di natura
"degli ottimi giocatori di poker" perché dalla loro mimica
trapela poco. Spesso queste persone vengono prese
per alessitimiche (cioè senza emozioni)...ma in realtà
questa caratteristica è tipica della espressione "in bianco".
(che non è la faccia che fa uno quando "va in bianco" :D))


3) Espressione inconsapevole: questo è lo stile
di chi "non si accorge" delle proprie espressioni. E,
quello che Wiseman chiamerebbe una persona a basso
auto-monitoraggio. Se fai parte di questa categoria è
possibile che a volte "caschi dalle nuvole" quando
qualcuno "ti legge nel pensiero" ;-))


4) Espressione in bianco: simile alla espressione opaca,
con la differenza che questa è davvero illegibile. Queste
persone non sono coscienti di questo e credono di esprimere
normalmente le loro emozioni....con grande difficoltà.


5) Espressione vicaria: ti capita mai di trovarti a fare
una espressione di tristezza quando in realtà sei
arrabbiato? Se si...e se non te ne rendi conto allora significa
che hai questo stile di espressione. Spesso questo genere di
persone per essere convinte della realtà hanno bisogno di
vedersi video registrate, tata è forte la loro convinzione di
avere quella specifica emozione dipinta sul volto.


6) Espressione congelata: alcune persone per diversi
motivi hanno sempre disegnata sul volto una specifica
emozione...alla Joker per intenderci ;-)) Questo può essere
dipeso da 2 fattori...il primo è per motivi fisiognomici (sei
nato così) oppure per incidenti. Mentre la seconda può
dipendere da abitudini a restare con il viso in quella
determinata smorfia (anche questo fattore ha mille
cause diverse).


7) Espressione pronta all'uso: ci sono persone che,
per motivi sociali, rispondono sempre con una certa
espressività. Questa emozione prende il posto di quella
reale, nel senso che quella vera appare subito dopo
questa. Solitamente sono emozioni di sorpresa oppure
di gioia... spesso questa è una emozione imparziale,
cioè solo alcune parti del viso la esprimono.


8) Espressione pervasiva: questa è molto simile alla
"espressione congelata" ma diversamente da questa,
l'espressione pervasiva è davvero una caratteristica del
carattere della persona. Qualunque tipo di emozioni
presenti c'è sempre questa emozione a colorarla. Ti
sembrerà assurdo ma ci sono davvero persone che
mostrano sempre (es.) la gioia...e anche quando sono
tristi sembrano sorridere.


Bene, questi 8 sitili espressivi sono stati osservato da
Ekman e Fiesen durante i loro studi, e la cosa più
interessante è cercare di capire quale stile "sei tu"...
tenendo sempre a mente che potresti avere uno o più
combinazioni di questi stili...ecco la semplice procedura
descritta dai due studiosi: scattati alcune foto mentre
mostri le emozioni di base e poi confrontati allo
specchio.



Nei prossimi articoli dedicati alle microespressioni
metterò dettagliatamente come riconoscerle e quali
sono le parti del viso più comode da osservare ;-)
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A presto
Genna

sabato 6 febbraio 2010

Psicologia: "nel tuo nome c'è il tuo destino?"


















Ciao,


ti ricordi gli studi bizzarri sull'oroscopo? nello stesso bel testo
di Richard Wiseman, Quikerology, c'è una parte dedicata a
mettere in relazione il nome (o parte di esso) di una persona
e la sua futura professione. Così ci sono persone che hanno
il nome che inizia per "law" (legge) e sono avvocati..oppure
lo stesso Wiseman (uomo saggio) che insegna psicologia
oppure "Den"..dentista..e avanti così.


La spiegazione più razionale a questo fenomeno è di certo
il fatto che il nome o parti di esso possono aver influenzato
le nostre scelte. Pensa che ci sono addirittura ricerche che
provano il fatto che, i maestri elementari sono più portati
a dare voti alti ai nomi che gli piacciono. Ed io lo so bene,
nato e cresciuto in un paese del nord con un nome del sud
ti assicuro che non è stato semplice ;-))


Un'altra statistica impressionante sono le persone sposate
con persone dal cognome simile... oppure dalle stesse
iniziali...e anche qui si può semplicemente ipotizzare che
queste persone siano, in qualche misura, attratte dal loro
stesso nome...oppure ...in alcuni casi, perché si preferisce
mantenere il proprio cognome da sposati ecc...


Qualsiasi siano le spiegazioni per queste correlazioni, che
a quanto pare sono reali (se così non fosse prendetevela
con "l'uomo saggio" ;-)) il fenomeno è assolutamente da
tenere sott'occhio visto che, quando dai un nome a tuo
figlio in realtà gli stai un po' "modificando" e pianificando
il destino. Con questo non voglio dire che devi pensare
a quale nome dargli in base a cosa dovrà fare ma di
starci "un po' attento".


Qui in Italia, come in altre parti del mondo il nome è
stato per secoli un segno distintivo. Così io mi chiamo
Gennaro perché mio nonno si chiamava così, oggi le cose
sono diverse ma ti assicuro che quando ero piccino il mio
nome era anche un biglietto da visita...e sicuramente in
parte lo è ancora. Questo concetto in è stato ampiamente
studiato dal prof. Guido Petter... se sei interessato ti
consiglio di leggere i suoi testi divulgativi...


Se ti piace la comunicazione sai che cosa è, in PNL e in
linguistica una "nominalizzazione"... in pratica si tratta di
un verbo trasformato in sostantivo (nome). Ad esempio
"Rilassamento Dinamico ;-))"... di per se il nome non ha
alcun significato, perché "rilassamento" significa "il
processo attraverso il quale ci si rilassa". Questo genere
di "nomi" cristallizzano la realtà influenzando i pensieri e
i comportamenti, come dimostrano abilmente gli
uomini di marketing ...per cui figuriamoci il nome di
battestimo ;-))


Concludendo: se conosci la PNL o l'ipnosi sai quanto
anche una piccola parola possa fare la differenza. In PNL
si dice "nominalizzazione"...e sappiamo che queste possono
modificare i nostri pensieri, la chimica del nostro cervello
e di conseguenza tutto il nostro essere. E quale
nominalizzazione più potente può esistere se non il
tuo nome? ;-)


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A presto
Genna

venerdì 5 febbraio 2010

Musicoterapia: il potere della musica...

















Ciao,


hai mai sentito parlare di musicoterapia? sono ormai anni
che questa disciplina è risultata essere valida, sia da un
punto di vista clinico (cioè la sua applicazione sul campo) e
sia da un punto di vista sperimentale. Così da diverso
tempo esistono le prove di un reale effetto stimolante della
musica sul cervello... tanto da arrivare a parlare del famoso
"Effetto Mozart" proprio perchè pare che l'ascolto del
geniale
compositore portasse ad incrementare le
performance visuo spaziali.





Purtroppo pochi studi hanno avuto un risultato così netto
come quello storico riportato nel 1993 su Nature e svolto
da Rausher e Shaw, ky. In pratica i ricercatori facendo
ascoltare per 10 minuti la "sonata K 448" di Mozart
(quella per due pianoforti) avevano ottenuto un aumento
significativo nelle abilità spaziali e di apprendimento dei
soggetti. Effetto che purtroppo pareva essere "solo"
momentaneo.



Anche se la ripetibilità di questo esperimento non è
ancora stata provata altri ricercatori hanno indagato il
fenomeno su altri campi. Jhon Jenkins (membro del
Royal College of Physicians) ha documentato una netta
diminuzione degli attacchi epilettici dopo aver ascoltato
la "sonata K 448"in soggetti affetti dal "grande male".
Non solo pare che la musica abbia effetto su molti altri
"disturbi"...


Blood e Zatorre (2001) hanno dimostrato che la musica
stimola gli stessi circuiti neurali che vengono stimolati
dalla droga, dal sesso e dal cibo. Praticamente i nuclei del
piacere influenzando la secrezione di ormoni, esattamente
come agisce un farmaco per la depressione o per l'ansia.
Così gli stessi ricercatori hanno anche provato che musica
è in grado di inibire le strutture neurali responsabili
dell'ansia e incrementare la capacità di attenzione.


La musica non fa bene solo ascoltata. Gotell, Brown
e Ekman (2008) hanno dimostrato che il cantare è molto
salutare, soprattutto se fatto con regolarità... mentre
Tahut, McIntosh e Rice (1997) hanno documentato che
uno stimolo ritmico può aiutare il movimento dei pazienti
colpiti da morbo di Parkinson... E pare che un ritmo
regolare velocizzi decisamente le cure fisioterapiche...


Insomma la musica fa bene a tutto, dalla testa al corpo..
infatti sono secoli che l'uomo la produce e si inventa
sempre nuovi modi di produrla. A mio parere, musica,
così come tutte le arti, essendo prodotti di quella parte
intelligente di ognuno di noi (forse si chiama inconscio;)
va a comunicare direttamente con quella parte che si
riattiva, riportando alla luce le risorse necessarie per
migliorarsi.


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A presto
Genna

giovedì 4 febbraio 2010

Psicologia: "Effetto placebo e nocebo... di massa"



















Ciao,


ti ho parlato un sacco di volte di "effetto placebo" cioè della
capacità della mente e in modo particolare delle convinzioni
di modificare la fisiologia del corpo. Non tutti sanno che
l'effetto placebo è solo una faccia della medaglia, infatti
il suo "antagonista cattivo" viene detto "effetto nocebo".
In pratica è un effetto che lavora al contrario...invece di
farti guarire rischia di fati ammalare.


In realtà è da poco tempo che la "scienza ufficiale" si occupa
di questi due fattori che per anni sono stati frutto di molte
ricerche, ma quasi tutte considerate di "poco conto" visto
che... l'influenza del cervello sul corpo è stata bistrattata
per decenni dalla medicina. Oggi non vi è alcun dubbio, le
nostre convinzioni influenzano il nostro stato di salute in
modo preponderante...e a quanto pare...piuttosto preciso.


Irving Kirsh e William Lorber hanno escogitato un
esperimento davvero interessante, del quale i risultati
sono stati pubblicati sull' Annals of Behavioral Medicine
del 2007. Il loro scopo era quello di documentare una
forma particolare di "effetto nocebo"...un effetto che
prenderebbe più persone...un effetto di massa...o MPI
(Mass Psychogenic Illness). In pratica si osserva come
una convinzione, legata alla salute, si propaghino fra
le persone.


E' stato chiesto ai soggetti reclutati di valutare i tipici
sintomi del MPI (mal di testa, sonnolenza, ecc) dopo
aver assunto uno spray che avrebbe dovuto contenere
una misura minima di allergeni (una sostanza che
provoca allergia) e assicurandoli che i sintomi sarebbero
scomparsi nel giro di un'ora. I soggetti sono stati
divisi in due gruppi, il primo inalava lo spray mentre
il secondo no.


I risultati sono stati "positivi" nel senso che i soggetti
che avevano assunto il "farmaco"...che in realtà era
semplicemente aria compressa ... hanno avuto la
presenza dei sintomi che sono apparsi e scomparsi
nel giro di 1 ora per avere il loro picco intorno ai 40
minuti. In somma, non solo lo studio ha "provato"
il MPI ma la comparsa e scomparsa dei sintomi
sono stati altamente precisi...


...solo i "sintomi suggeriti" apparivano...in pratica
prima di somministrare lo spray i ricercatori erano
ben attenti a presentare i sintomi...e "guarda caso"
apparivano proprio quelli ;-)) Questa è l'ennesima
riprova della forza delle convinzioni sul nostro
organismo...se fai il medico devi assolutamente
tenerne conto ;-)))


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A presto
Genna

mercoledì 3 febbraio 2010

Communicazione Non Verbale: Scoprire le bugie festa italiana...




















Ciao,


uff...che settimana ragazzi ;-)) sono appena tornato dal
"mio studio" e ho trovato tantissimi complimenti per la
mia "prima apparizione tv"... adesso sono talmente cotto
da cercare di fare la cosa più saggia, scrivere l'ennesimo
ed interessante post ;-) Oggi voglio parlarti proprio di
quell'intervento e di quanto "devo scusarmi" con gli
amanti della comunicazione non verbale.





Infatti, per motivi che tu potrai immaginare, ho dovuto
dire alcune cose davvero assurde, tipo che chi guarda in
basso a sinistra sta mentendo ;-) oppure parlare di tutte
le "banalità del non verbale"...bhe credo che sia normale
quando devi parlare in un programma dedicato a
persone "non abituate" a questo genere di cose...


Se ti piacciono queste cose di certo non ti sarà sfuggito il
fatto che, le belle donne che mi circondavano avevano
tutte le gambe incrociate...e chi ha studiato un di CNV
sa che (probabilmente) lo stavano facendo per questioni
"imitative"...o forse era pura casualità? o forse perché
è una posizione televisiva? Devo ammettere che la
vicinanza della Mendez mi ha messo davvero in crisi...


Allora le impressioni a caldo sono molto positive dato che,
sia la Mendez che la De blanc sono state gentilissime e
davvero molto simpatiche mentre eravamo dietro alle
quinte. Poi non ti dico quanto è bella Denni dal vivo e del
fatto che è una appassionata, guarda caso, del telefim
lie to me ;-))) Ringrazio tanto anche Sebastiano Todero
che mi ha portato a fare un giretto per Roma e mi ha
offerto la colazione costosa che si possa immaginare ;-))


Come avrai visto ero stra emozionato e di certo non mi
hanno messo proprio a mio agio...però in fin dei conti credo
di essermela cavata nonostante le 1000 difficoltà. Sia per
per l'orgranizzazione..(anche se Luigi è stato un grande) mi
hanno confermato la presenza il giorno prima e sia per
quanto riguarda il fatto che non sapevo esattamente di cosa
si sarebbe parlato, visto che insieme a noi doveva esserci un
"esperto di tradimenti"...argomento che è toccato a me ma
sul quale non mi ero minimamente preparato.


Tutte scuse? probabilmente si ;-) ma in fin dei conti non
è da tutti i giorni essere invitato sulla ammiraglia delle reti
Rai a parlare del proprio lavoro...senza usare terminoni
altisonanti o citare ricerche e aspetti che sarebbero stati
di sicuro, poco televisivi. Una mia amica mi ha dato il suo
voto (davvero bassissimo :-((() se hai visto il programma
mi piacerebbe sapere anche il tuo...


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A presto
Genna


Ps. ringrazio ancora il mitico Fabio che mi ha registrato
in diretta...grandissimo :D

martedì 2 febbraio 2010

Apprendimento: 4 stili per fare formazione...
















Ciao,


questa è stata una settimana davvero impegnativa, se mi
segui avrai visto che ieri sono stato ospite della trasmissione
"Festa Italiana"...questo mi ha "costretto" a correre avanti
e indietro per l'Italia "come un pazzo". Mentre questo
weekend ho tenuto un meraviglioso corso in cui mi sono
diverto tanto ed ho imparato altrettanto...chi ha
partecipato si è reso conto di aver assistito ad un mix di
tecniche espositive...ed oggi voglio condividerle con te..
ma prima, diamo una sbirciatina al corso...




Hai visto il video? sia il primo che il secondo giorno di
corso ha nevicato, ma nonostante questo i baldi corsisti si
sono sempre presentati in orario ...le li ringrazio ancora;)
Per loro ho preparato un modo molto interessante di
strutturare le lezioni...diciamo che ho preso spunto un
da Bandler e i suoi nesteed loop e un miscelando i
4 stili di formazione:


1) Stile Deduttivo: a) premessa iniziale... qui si spiega
un perchè si è scelto di parlare di questo o di quello.
b) principi generali...sarebbe la teoria di base; c) sviluppare
gli aspetti del corso, da quelli di ordine generico a quelli
sempre più specifici. d) Conclusioni.


2) Stile induttivo: a- presa in esame di un caso specifico
b - ragionamenti, si invitano i partecipanti a ragionare su
come si potrebbe risolvere il caso. c- Teoria e concetti che
vanno di pari passo con quello che i corsisti hanno detto e
fatto durante il "caso specifico". D- Applicazione pratica
dei concetti... magari attraverso un secondo caso.


3) Stile "problemi": a) domande significative che sono
preposte per "attivare la mente" dei corsisti; b) scopo del
corso e delle teorie che saranno presentate; c) sviluppo di
una o più domande che si sono poste all'inizio; d) Conclu-
sioni, con una breve riepilogo dei punti iniziali.


4) Stile storico-temporale: a) ripercorrere le tappe
storiche di come si sviluppano gli argomenti...oppure delle
sequenze tecniche da applicare; b) vedere passo passo
il come e il quando applicare le varie metodologie...


Tutti questi processi sono stati presi dal bellissimo libro
"progettare la formazione" di Maurizio Castagna; in
cui trovi i vantaggi e gli svantaggi di ognuno di questi stili
e molte altre dritte per chi vuole strutturare un intervento
in modo efficace e in diversi contesti. Nel corso che si è
tenuto questo weekend ho mescolato tutti questi stili in
base ai diversi argomenti...


..ho iniziato facendo fare un gesto apparentemente molto
stupido, come disegnarsi una lettera sulla fronte per poi
utilizzarlo durante tutto l'arco del corso ;-) terminando
con nested loops, infarcendolo di rilassamenti ed
induzioni all'apprendimento...e concludendo sempre con
metafore che imprimessero al meglio il significato
profondo di ogni esercizio...e il finale è stato "adesso
che conosci tutte queste tecniche "dimenticale" ;-)))


Ho dimenticato di registrare delle video-testimonianze
per cui se eri al corso sarebbe molto gentile da parte
tua lasciare due righe qui sotto ;-)) e lo stesso vale per
te che mi hai visto ieri sulla Rai...fammi sapere che cosa
ne pensi di questo "esordio televisivo"...mi raccomando
"senza peli sulla lingua" :D


A presto
Genna