martedì 12 febbraio 2008

Metamodello: I Segreti del Metamodello della PNL...Oggi










Ciao,

l'argomento di cui vorrei parlare oggi è caro a tutti gli
appassionati di Programmazione neruolinguistica (PNL).
Ti avverto sin da ora che l’articolo oltre ad essere molto
interessante è anche molto lungo;-)


Come molti sanno la PNL nasce dallo studio delle persone
di “successo”. Si sono cercate (all'inizio casualmente) le
persone che riuscivano a fare bene le cose e
successivamente si sono studiate.


Questo studio in PNL prende il nome di "modellamento",
cioè la sistematizzazione di quegli elementi e strategie che
fanno la differenza.


Così se voglio imparare a fare una pizza ho tre scelte:
1) comprare un libro di ricette per la pizza
2) proseguo per prove ed errori...
3) andare dal mio amico Michele...che ha una certa
esperienza ed osservarlo sul lavoro.


La PNL ha osservato i pizzaioli all'opera...con la grande
fortuna di NON essere dei pizzaioli.


Questo gli ha permesso di astrarsi dal contesto
(in quel periodo quello terapeutico)
e di vedere le cose dall'alto.


Da questo studio nasce il Metamodello...ossia un'insieme
di domande
per poter indagare il modello del mondo
della persona che abbiamo preso a modello.


Per capire approfonditamente il metamodello ti rimando
a questo articolo specifico sul linguaggio QUI.


L'insegnamento del metamodello, soprattutto in Italia, è
rimasto fermo alla sua prima forumulazione. Pochi oggi
seguono i suoi sviluppi e ne rendono partecipi i loro
corsisti.


Il Metamodello nel corso dei 30 anni di studi della PNL
è stato modificato molte volte. Ogni trainer ha aggiunto,
cambiato o eliminato categorie e sconvolto la sua struttura.


Il Metamodello viene presentato per la prima volta al pubblico
nel libro "la struttura della magia" nel 1975. Un libro
impegnativo, scritto secondo dogmi accademici...
destinato a diventare il primo libro di
Programmazione Neurolinguistica.


Il primo segreto che voglio svelarti è questo:
il metamodello non va all'infinito!


Come saprai le domande del Metamodello servono per fare luce
sulla struttura profonda del parlante. Leggendo la “struttura
della magia” puoi notare che le contestazioni
(challenge - sfida) non hanno una fine.


Pochi sanno che Chomsky, il creatore della Grammatica
Trasformazionale (quindi della maggior parte dei concetti
del metamodello) ha abbandonato il concetto di SP
già negli anni 80.


Non solo, la sua GT è stata completamente soppiantata da
impianti teorici come la linguistica cognitiva e la
semantica generativa


Negli anni R. Dilts, uno dei più prolifici studiosi di PNL,
ha notato che "è impossibile estrarre tutte le informazioni" e
anzi in certi contesti è assolutamente controproducente.


Questo concetto purtroppo non è così conosciuto...vedo
Spesso schiere di studenti di PNL che vanno in giro
a farsi gli affari degli altri;-) ...


Il metamodello usato alla cieca porta al litigio...questo
è assolutamente assicurato...provaci, vai da un tuo amico
e chiedigli: " ciao come stai?"… e da lì in poi metamodella
tutto quello che dice...entro 30 minuti ti odierà;-)

Dilts afferma che il Metamodello deve servire a "prendere
una persona in cattive acque e portarla in un posto migliore!".
Quindi per utilizzare al meglio il metamodello la prima cosa
che bisogna avere è un obiettivo chiaro.


Sembra una banalità agli occhi di un esperto, ma in realtà non
avere un obiettivo può generare dei grossi danni...si perchè
il metamodello è davvero potente...sia in positivo che
in negativo. Sta a te decidere come usarlo...


Il secondo segreto, ancora meno preso in esame, è che,
scavare sino a quella che noi pensiamo essere la Struttura
Profonda, non è necessario (otlre ad essere teoricamente
impossibile). Infatti la maggior parte delle problematiche
si generano ad un meta-livello.


Andare al di sotto di questo meta-livello non è utile...anzi s
e conosci la sistemica sai che sono sempre i livelli superiori
a controllare la “direzione” di quelli inferiori.


Da queste condiderazioni nasceranno gli Slaight of Mouth
di R. Dilts e i Meta-stati di M. Hall...e molto altro.


Facciamo un passo indietro nella storia del Metamodello.
Nel 1980 esce un libro di S. Lankton "Magia Pratica" il
quale mette a disposizione dei terapeuti le
metodologie della PNL.


Lankton è stato uno degli studenti di M. Erickson...è stato
anche uno fra i pochi a stare a contatto con
il "maestro" per molto tempo.


Lankton divide il metamodello in livelli logici. Sino a quel
momento era stato suddiviso sulla base, prima dei processi
di modellamento: generalizzazione, cancellazione e distorsione
e poi in base alla difficoltà...quindi dalla categoria più
semplice a quella più difficile e viceversa.


Infatti il metamodello contiene delle categorie più semplici da
identificare, come la cancellazione ("mi hanno ferito" è semplice
capire che manca qualcosa) e la generalizzazione ("tutti mi odiano)
...sino alla più difficile distorsione...


("prima di comprendere questi concetti rileggi i vecchi
articoli"...è difficile andare a cercare tutte le
presupposizioni presenti in questa frase).


Attraverso questo modello e in base alle moderne scoperte
sulla linguistica posso tranquillamente affermare che il
Metamodello non è un modello linguistico
(non è solo quello) ma un modello logico!


Riprendiamo l'esempio precedente più una piccola aggiunta:
"prima di comprendere questi concetti rileggi i vecchi articoli
questo ti farà capire molte cose" da che cosa puoi partire per
analizzare questa frase? partiamo dalle cancellazioni?
oppure dalle nominalizzazioni?


Partire da una di queste categorie è inutile...anzi è spesso
controproducente a meno che nella frase, una di queste
categorie non evidenzi pesantemente un limite.

Ecco il modello di Lankton...più tardi ripreso da Bandler

(infatti dice che è suo;-):


PRESUPPOSIZIONI

DISTORSIONI

Equivalenza complessa

Causa/effetto

Nominalizzazione

GENERALIZZAZIONI

Performative perdute

Operatori modali

Quantificatori universali

CANCELLAZIONI

Indici referenziali non specificati

Verbi non specificati

Cancellazioni comparative

cancellazioni semplici


Adesso prendi la frase precedente e, seguendo questo
schema inizia a metamodellarla...

- Che cosa presuppone? "che comprenderai i concetti e che
ci sono dei vecchi articoli e che questi ti faranno
capire molte cose".

Già l'esame delle presupposizioni inizia a rendere
molto più chiaro l'obiettivo della frase.

- Vediamo la Causa/effetto: "leggere gli articoli...
ti farà capire molte cose". Anche questo ha un significato
importante quando vogliamo capire il che cosa ci sta
dicendo questa frase.

Tutte le restanti categorie vengono dopo...è chiaro che
questa classificazione è la migliore da utilizzare quando
vuoi metamodellare. Ops l’ho fatto di nuovo ho
presupposto e cancellato…come vedi impercettibile;-)

Durante i corsi di PNL si dovrebbero spiegare bene
questi concetti e si dovrebbe fare in modo che i trainer
non restino attaccati alle vecchie concezioni...altrimenti
si cade continuamente nel vecchio paradigma pissi-cologico.
Della serie: "visto che lo ha detto Freud è vero!"...brrrr;-)

Un altro aspetto importante in questo è la concezione
comportamentista del metamodello. Ai suoi albori la PNL
nasceva per contrasto ad un modello comporatmentista

stimolo-risposta.

Infatti fu proprio Chomsky a dare una botta devastante
al comportamentismo prima dell'avvento del congintivismo.


Secondo il comportamentismo le parole sono "stimoli"
che fanno scattare delle "risposte associative"...e delle
rappresentazioni interne”…punto e basta!

Il linguaggio tuttavia non opera esclusivamente in modo associativo
e rappresentativo...ma opera anche costruendo "cornici di
significato", "categorie", nuovi contesti.

Questo significa che le parole non solo fanno nascere in
noi associazioni e rappresentazioni, ma ne creano di nuove,
come nuove strutture sovra-ordinate che daranno in futuro
una direzione alle nostre associazioni e rappresentazioni.


Questo è il motivo per cui ci è utile tenere a mente il
metamodello per livelli logici. Andando ad indagare
la struttura sovra-elevata, non solo è più facile dare
un senso alla frase, ma siamo in grado di modificare
associazioni e rappresentazioni dal pannello
di controllo...dalla meta cornice
di riferimento
.


Complimenti per essere arrivato sino a qui;-)

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A presto

Genna

4 commenti:

Eugenio ha detto...

Il metamodello usato alla cieca porta al litigio... mi ricorda una battuta che ho sentito fare a Max Favaretto di HRD: quando l'amico esausto dalle tue domande ti manda a quel paese tu gli puoi rispondere: "Ma specificamente dove devo andare?"

Ottimo articolo. Molto approfondito.

Eugenio ha detto...

Pardon, la battuta l'ho sentita da Andrea Favaretto.
Ciao

genna78 ha detto...

Grazie Eugenio

io l'ho sentita da Bandler;-)
ed è la pura verità...spero, in
questi giorni di avere il tempo
di fare la continuazione...

Ce ne sono davvero tantissimi di modelli ispirati al "metamodello".

a presto
Gennaro

sebastiano ha detto...

e bravo il nostro Gennaro.... sempre più autorevole e preciso nel segnalarci le migliori risorse di PNL e Nuova Psicologia Applicata.

PS. Mi permetto di unirmi ai suoi consigli e indicarvi il mio lavoro sul metamodello semplificato, cioè ridotto a 9 distinzioni, di cui potete scoprire tutto nel mio ebook "PNL e Comunicazione Emotiva", che trovate in vendita (con sconto 40%) su www.pnl-ebook.info.

Saluti e buoni miglioramenti.