
Ciao,
secondo la terapia cognitivo-comportamentale è possibile
"guarire la timidezza" esponendo le persone ad eventi
altamente imbarazzanti. Il pensiero, legato alla vera e
propria eseguzione del compito assicurerebbero, secondo
quasi mezzo secolo di ricerche, un miglior mento...sia
per i timidi e sia per chi vuole diventare "coraggioso".
Oggi gli eventi di maggiore insicurezza sono legati a fattori
relazionali. Chi si lancia con il paracadute magari potrebbe
non riuscire a guardare negli occhi una bella donna.
Oppure potrebbe non riuscire a chiedere uno sconto o a
dire la sua in contesti sociali, poiché intimorito. Gli esercizi
che leggerai tra poco derivano dal REBT di Albert Ellis, e
vengono prescritti, solitamente dopo aver discusso le
convinzioni limitanti del paziente...
Ecco i 10 compiti che la ricerca in campo terapeutico ha
dimostrato essere degli ottimi esercizi di coraggio il
loro nome originario è Shame Attaching:
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1- Uscire per strada con una banana al guinzaglio
2- Salire sopra un autobus, e ad ogni fermata
urlare il nome della via o della piazza..
3- Fermare qualcuno per la strada fingendo di
averla scambiata per un'alta persona.
4- Uscire a fare la spesa al supermercato con
una scarpa diversa dall'altra o (se sei donna) con
i bigodini ancora in testa.
5- Percorrere un pezzo di strada affollata
cantando una canzone, o parlando e
gesticolando da soli (senza il telefonino).
6- Entrare in una edicola e acquistare una rivista
pornografia, magari chiedendo consiglio
all'edicolante.
7- Chiedere l'elemosina all'angolo della strada,
vestiti in modo elegante.
8- Cercare di vendere una copia del giornale di
ieri...al super mercato.
9- Fermare una persona dell'altro sesso e chiedi
di darti un bacio.
10- Chiedere degli spiccioli ai passanti dicendo
che si appena uscito di prigione.
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Come hai visto sono tutti consigli bislacchi che puoi
inventare anche tu...tuttavia Ellis che siano proprio
questi quelli da affrontare per eliminare la timidezza.
Oltretutto li prescrive in solitudine...cioè evita di portarti
dietro qualcuno altrimenti una importante occasione di
apprendimento si trasforma in una bravata goliardica...
Ellis consiglia, in caso tu sia il terapeuta, di provarli
prima sulla tua pelle prima di prescriverli agli altri. Con
i pazienti è utile fagli fare una prima valutazione di quali
sarebbero i compiti più difficili e farlo iniziare da quelli
più facili. Ricorda che queste azioni vanno svolte in luoghi
dove il giudizio non è stigmatizzante. Cioè evita di farli nel
tuo quartiere o nel tuo paesino di 8000 abitanti ;-)
E tu? quale quello che ti metterebbe maggiormente in
imbarazzo? scrivilo qui sotto fra i commenti...e se vuoi
seguire il mio blog, tutti i giorni, abbonati ai miei feed
rss...oppure, iscriviti dal tuo account di facebook.
A presto
Genna
Ps. in un prossimo post ti dirò quali sono invece gli
esercizi di "assunzione del rischio"...qualcosa di
molto simile e ancora più imbarazzante ;-)
















19 commenti:
Boia... esercizi tosti questi direi!
Ci sono molti modi di vincere la timidezza. Cmq sì, anche io sapevo che con cose srtane si elasticizza di più la mente.
Un saluto-
Ciao Francesco,
credo che il modo migliore per "vincere la timidezza" sia quello di rafforzarsi dall'interno...soprattutto se la "timidezza" ha risvolti debilitanti...
ma se invece "sei sufficientemente forte" questi esercizi possono aiutare davvero ;-)
Genna
Anche se probabilmente non sembra, io ero e sono molto timida. Tanto che quando facciamo le riunioni in dipartimento - spesso rimango in silenzio quando invece avrei voglia di dire alcune cose, e questo mi da un fastidio incredibile!!
Per me un esercizio mentale piuttosto utile per combattere la timidezza è che, nel momento in cui mi rendo conto che la mia timidezza non mi fa vivere le cose in pieno - penso intensamente al fatto che:
1. la vita è troppo breve per perdersi le cose per le azzate mentali
2. che tutto cio che faccio non ha tutta sta importanza rispetto all'immensita che mi circonda
3. gli altri probabilmente in quello stesso momento stanno combattendo contro le loro timidezze e insicurezze.
A me aiuta. Ma forse potrei andare a fare un giro in tram e gridare le stazioni , mi piace proprio l'idea!! (magari accentuando il mio accento slavo :-)))
Carino il post Genna!
Salutoni
per me l'esercizio più difficile di tutti è il primo
Ciao a tutti,
X Slavica,
dicendolo in termini "pratici"...modifichi il tuo pensiero dandoti una spiegazione più alta...lo ristrotturi (diremmo noi pissi-cologi ;-)) è un'ottima strategia...
X Gabriele
per ora sei l'unico che ha ascoltato la mia richiesta ;-
Grazie :-)
Genna
sarò strano ma l'unico che non riuscirei prpprio a fare, sinceramente mi da fastidio anche solo immaginarlo è ilsecondo, Genna ci sarà qualche motivo in particolare?
Io ero molto timido, come Slavica. Poi sono passato sulla sponda opposta (anche il mio pessimismo 'nativo' si è 'capovolto' in ottimismo sfegatato). Ultimamente, avendo da non molto un ruolo dirigenziale pubblico e dovendo affrontare quotidianamente decine e decine di situazioni anche difficili e scabrose (persone incluse...), sono diventato quasi 'sfacciato' e 'strafottente' (pur rimanendo estremamente 'disponibile' e 'accogliente'). Come è avvenuto tutto questo? Oltre che grazie allo yoga e alla PNL (entrambi soft e da amateur), per merito soprattutto della mia 'fede' spirituale. Se credo in Dio? Io so... (come diceva Jung). Ossia, so che ogni cosa è possibile a chi crede nel mondo spirituale e, quindi, bando alle paure e alle insicurezze (che sono il fomite anche della timidezza): qualsiasi bolla di sapone nera può scoppiare se tu vi soffi il tuo spirito... Il sole è sempre dietro ogni nuvola! Dal caos la stella danzante...
Un saluto by Nicola Perchiazzi
Ciao doc, a suo tempo faci tante cose simili a quelle che hai descritto e le straconsiglio.
Io lo chiamo "desensibilizzarsi dalla pressione sociale".
Ciao Doc,
urlare sul bus... è quello che più si addice ad un tipico "pazzo cittadino"...forse non vuoi essere categorizzato in questo modo?
Non so...mi servono più elementi ;-)
Ciao Reborn,
eh già sono proprio ottimi esercizi...e "desensibilizzazione" è la parola più azzeccata ;-)
Grazie
Genna
più elementi, del tipo?
provando e riprovando ad immaginare questa situazione mi sono reso conto che forse sul treno ci riuscirei...
Ciao Doc,
più informazioni tipo quella che haia appena dat... vedi c'è già differenza fra bus e treno...chissà ;-)
Genna
spiega, spiega, dai...
troppo curioso sono !-)
troppo lunga da spiegare così ;-)
lo sapevo io, ho sbagliato faccina!!!
Dai Genna, se hai il potere e la libertà di spiegarmelo, puoi farlo
adesso per me?
così funziona? ;-)
Dai scherzo, capisco ed accetto le tue motivazioni...
Ciao Genna,
sono in ritardo su questo post, comunque ho voglia di dire qualcosa in proposito.
Interpretando la timidezza come l'astensione da certi comportamneti a causa delle "credute" conseguenze, applicare anche solo uno di questi esercizi ( consiglio proprio quello ritenuto più difficile ) metterà in luce il fatto che le conseguenze "credute o previste " non si avvereranno.
Naturalmente, se il timore è quello di essere giudicati in modo specifico e doloroso per se ( ad esempio essere considerati "idioti" )completate l'esercizio chiedendo alle persone che hanno assistito alla vostra performance di dirvi che cosa pensano di voi adesso.
Otterrete risposte del tutto diverse... Taluni potrebbero ritenervi "divertenti", altri " un tipo un pò strano", e noterete che difficilmente qualcuno vi apostroferà con " sei un idiota"; e se anche fosse sarebbe sempre uno su cento.
Quel che succede nell'essere timidi è proprio questo: si ha la presunzione di leggere nel pensiero delle persone e si ha la convinzione che tutte queste pensino la stessa cosa di voi.
Una nota và aggiunta per coloro che sono talmente convinti di ciò che penserebbe la gente se facessero queste cose da distorcere ogni dichiarazione e indirizzarla al proprio credo. Ad esempio: " quello lì ha detto che sono un pò bizzarro...ma in realtà l'ha detto per non offendermi e crede che io sia un'idiota".
Un saluto.
Ciao genna,
a me capita di sentirmi e comportarmi da timido solo quando torno al paese dove sono nato ( per fortuna capita di rado).
Quando succede provo un fastidio della madonna a parlare con le persone con le quali sono cresciuto. Tanto che preferisco non uscire.
Più che gli altri è la mia idea della loro idea che hanno (avevano) di me a martellare brutalmente nella zona tra il petto e la gola e a innervosirmi.
Invece, dove vivo ora mi sento a mio agio anche in situazioni limite, tipo gli esercizi da te descritti, ed in contesti estremamente vari.
Hai qualche esercizio specifico per correggere il bug?
Ciao Pino,
potresti usare un ancora: riprova tutta la sicurezza e le sensazioni positive che ti dà stare nella tua nuova città...ancora...e poi spostale sulla nuova città.
Genna
orca... non pensavo di essere timido... ma sti esercizi, minchia se sono forti.
Tra tutti sicuramente la seconda e la nona.
La ringrazio per Blog intiresny
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