venerdì 31 luglio 2009

Ipnosi: ricerche sulle suggestioni ipnotiche






















Ciao,


oggi parliamo ancora di ipnosi e in modo particolare delle
così dette "suggestioni ipnotiche"...che come sottolinea
Zeig
è molto meglio chiamare "stimolazioni". Sono passati
più di 100 anni dalla diatriba fra la Bernheim e Charcot.





Il primo esponente della Scuola di Nancy ed il secondo della
nota Salpetriere (li vedi nel video). Bernheim sosteneva che
l'ipnosi fosse un fenomeno dettato dalla suggestione, mentre
il secondo che fosse uno stato "patologico" della mente.
Ancora oggi ci sono diverse diatribe fra le scuole...ma fra
queste esiste un campo "neutro"...quello delle moderne
neuroscienze. (es. vedi Tart "stao o non stato").


Oggi, attraverso le tecniche di neuroimmagine è possibile
vedere l'attività cerebrale in azione, osservare come gli
stimoli esterni influiscono sulla fisiologia del cervello. Al
contrario di quanto si possa pensare, gli studi sulla ipnosi
sono nati in laboratorio e continuano ad essere fatti in
laboratorio. Questo è un primato che nessun'altra
"tecnologia psicologica" può vantare ;-)


In accordo con numerosi studiosi (Reyher, 1962; Barnier
& McConkey, 2003; Oakley, 2006) la ricerca sulla ipnosi
può essere suddivisa in due settori:


1) Studi strumentali
: utilizzano l'ipnosi come strumento
per sondare specifici fenomeni. (es. usare l'ipnosi per
provocare sordità o cecità, e osservare che cosa accade
nel cervello).


2) Studi intrinseci: utilizzano l'ipnosi per studiare lo
stato di trance e le manovre ipnotiche stesse. (es. osservare
il funzionamento del cervello in trance e notare la differenza
fra suggestioni "negative e positive").


Questa distinzione, puramente teorica, è una utile euristica
per osservare la sorprendete mole di studi che sono stati
svolti sulla ipnosi. Ma è chiaro che entrambi si intersecano.
e a volte sono indistinguibili. La cosa che voglio farti notare
è una sola: tutti gli studi con le neuroimmagini dimostrano
che "le suggestioni ipnotiche hanno un effetto reale
sul funzionamento del cervello"


Sono molte le cose che si possono simulare e spesso i soggetti
cercano di compiacere gli sperimentatori, tuttavia esistono
numerose tecniche di ricerca per eliminare queste turbolenze.
E cosa ancora più importante, attraverso le neuroimmagini
non è possibile fingere ;-)


Nell'Università di Montréal nel Québec, Rainville P. ed il suo
team di collaboratori hanno svolto un esperimento strumentale
sulla modulazione del dolore in ipnosi, con o senza suggestioni.
L'esperimento ha ampiamente provato che in entrambi i casi
si attivano le aree di modulazione del dolore ma attraverso le
suggestioni l'effetto è notevolmente più potente.



L' esperimento non prova solo il fatto che le suggestioni
hanno un effetto "reale" sul cervello, ma prova anche la
teoria dello stato. Infatti esiste chi pensa che la trance sia
uno stato discreto (come il sonno) e chi invece pensa sia un
semplice stato transitorio...una sorta di oscillazione della
coscienza. Questi esperimenti tendono verso la prima
versione e confermano l'utilità delle suggestioni ipnotiche.


Concludendo: è ampiamente dimostrato che l' ipnosi ha
un reale "effetto sul cervello", ma da quando esistono le
tecniche di neuro immagine è addirittura possibile vedere
se le singole suggestioni hanno un effetto...e lo hanno ;-)
Per cui quando usi l'ipnosi, ricorda che ogni parola che
pronunci ha un "effetto reale" sulla fisiologia del cervello.


Fammi sapere se ti piacciono questo genere di studi,
lascia un commento qui sotto...e se ti piace il blog, seguilo
attraverso i feed rss e facebook.


a presto
Genna

giovedì 30 luglio 2009

Comunicazione non verbale: 3 regole per leggere il linguaggio del corpo




















Ciao,


ti ho parlato molte volte di comunicazione non verbale, e
per questo motivo ho anche creato un post appost-a ;-)
Ieri, Matteo, mi ha scritto "Genna, quali sono le cose più
importanti che devo conoscere per imparare a leggere
il linguaggio non verbale?"...


Caro Matteo, come ti ho già scritto in parte, tu già leggi in
modo inconsapevole in linguaggio non verbale. Ma questa
abilità può essere incrementata, soprattutto negli uomini,
perché le donne sono giù brave in modo spontaneo...
(hanno proprio tutte le fortune ;-))


Esistono 3 regole importanti per "leggere il
linguaggio non
verbale":


1) Guardare tutto insieme: quando si apprendono i
rudimenti del linguaggio del corpo si tende a classificare
tutto in modo categorico. Ma spesso osservando il contesto
si scopre che non è così. L'esempio potrebbe essere una
persona con braccia e gambe incrociate per il freddo. O
perché magari ha un buco nei pantaloni ;-)


I PNListi non amano le classificazioni del linguaggio non
verbale perché non sono sensorialmente basate. E dire che
il gesto X corrisponde allo stato Y è una malformazione
semantica detta equivalenza complessa. Guardare tutto
insieme consiste nel vedere il contesto e affidarsi ai propri
sensi calibrando.


2) Osserva la congruenza: una persona è congruente
quando il suo linguaggio non verbale e il suo linguaggio
verbale "dicono la stessa cosa". Uno studio ha provato che
il il non verbale è circa 5 volte più informativo di quello
verbale, per cui se il corpo dice una cosa e la voce un'altra
l'interlocutore sentirà "puzza di bruciato".


Osserva con attenzione le differenze che ci sono fra questi
due modi di comunicare. Fra le zone più di grande
interesse guarda: il viso, le mani, le braccia e i piedi...
Ognuna di queste zone potrebbe essere incongruente
con il linguaggio...ma ance incongruenti fra loro stessi.
(es. la testa che indica si, la voce che dice si, ed il corpo
che si ritrae mentre le braccia si incrociano)...


3) Allenati: sbagliarsi è facile per cui è utile allenarsi.
Esistono numerosi studi che provano il fatto che è utile
e possibile diventare più abili nello scovare i segnali che
invia il nostro corpo. Esistono due modi principali per
allenarsi, uno conscio e l'altro inconscio :-O


Allenarsi consciamente significa apprendere i rudimenti
del linguaggio non verbale (che trovi sia nei miei articoli che
in molti libri) e osservarli dal vivo. I luoghi di ritrovo sono
fra le migliori palestre... osserva le interazioni fra le persone
e fai le tue ipotesi.. Anche la Tv può essere un utile mezzo,
spegni il volume e prova ad indovinare quali sono le
intereazioni che avvengono fra le persone (pare che
allenarsi a leggere le labbra sia un utilissimo esercizio).


Allenarsi inconsciamente significa rilassarsi e meditare.
So che può sembrare assurdo, ma gli studi sugli stati
modificati di coscienza ha provato che, abbassare la propria
"frequenza cerebrale"
rilassandosi inspessisce (fisicamente)
le aree del cervello adibite al riconoscimento del linguaggio
extra-verbale, cioè non verbale ;-)


Matteo, sono certo che questo articolo possa esserti di
aiuto per "partire bene" con lo studio della comunicazione
non verbale...e sono certo che sia utile anche a te ;-) fammi
sapere che cosa ne pensi, lascia un commento qui sotto e
se ti piace il mio blog, seguilo attraverso i feed rss e
facebook.


A presto
Genna

mercoledì 29 luglio 2009

PNL e Ipnosi: Il ricalco frazionato...


















Ciao,


è da molto che non ti parlo di un di "tecnica pura", ma
come ci ha saggiamente detto Brent B. Geary , bisogna
continuare a praticare i fondamentali. Ogni utilizzo della
PNL e dell' ipnosi presuppongono il rapport...cioè che si
sia instaurato una sintonia fra i due interlocutori...


Chi conosce la PNL sa che esistono metodi per poter
facilitare la creazione del rapport... La regina di tutte
queste tecniche è il ricalco-guida, in cui il PNLista, si
accorda con parti del comportamento verbale e non
verbale dell'interlocutore. E' una sorta di magica
danza in cui i due soggetti danzano "realmente";-)


Si può ricalcare qualsiasi cosa, la postura, ai gesti
più frequenti, la respirazione, l'inclinazione del busto,
la frequenza dell'eloquio, le "parole calde", i sistemi
rappresentazionali, le strategie, i metaprogrammi,
insomma direi "proprio tutto".


Una modalità tecnica del ricalco "poco conosciuta" è
quella del "ricalco frazionato", che consiste nel ricalcare
piccole porzioni di esperienza e poi "tornare indietro".
Facendolo bene e per più volte, si ottiene un notevole
effetto ipnotico ;-)


Dopotutto il frazionamento è una tecnica ipnotica, in
cui il soggetto viene fatto entrare ed uscire dalla trance
più volte, approfondendola ogni volta di più. In questo
modo Erickson è riuscito ad ipnotizzare anche i soggetti
più "resistenti"...


Ricalco frazionato significa fare una sorta di "tira e molla"
ricordandoti che quando "tiri e molli di continuo una corda
o un elastico" questo si spezza ;-) Altro aspetto da
sottolineare quando si parla della "tecnica del ricalco-guida"
è che questa dovrebbe essere utilizzata soprattuto nelle
prime fasi di addestramento dell'operatore...


...con l'esperienza le abilità per entrare in rapport si affinano
e vanno assolutamente oltre una "sterile tecnica", che
nonostante questo resta un validissimo strumento per
apprendere, praticare e aiutarci nei momenti di difficoltà.
Ricorda che in natura, il ricalco è l'effetto e non la
causa del rapport ;-)


Per usare una metafora: se impari da autodidatta a suonare
uno strumento (come ho fatto io:-)) , ad un certo punto della
tua evoluzione musicale potresti renderti conto di avere
bisogno di lezioni. Di solito chi apprende la tecnica dopo
aver "provato da solo" resta stupito di quanto sia più
semplice utilizzare "quell'artificio" piuttosto che quello
che a te viene istintivo.


Questo non significa che suonerai meglio...Jimi Hendrix
era autodidatta e non mi pare suonasse male ;-) Comunque
più le tue abilità si espandono e più senti il desiderio di
conoscerle al meglio, sperimentando la tecnica...


Esercizio;-) se ti capita di essere su un mezzo pubblico,
oppure seduto nello stesso bar, ecc...con un altra persona,
sconosciuta...fai così. Osserva il suo comportamento non
verbale e ricalcane una parte che ritieni importante...
dopodiché ricalcalo per brevi periodi, scanditi, e poi voltati.


Fallo per almeno 6 volte... facendo in modo che la persona
ti guardi...e poi guida il comportamento in modo evidente.
Se ti segue hai fatto un buon lavoro, ma stai attento
perché se esageri, o si imbarazzano o si arrabbiano e la
corda si spezza ;-)


Trovo molto divertente farlo con le oscillazioni del corpo
mentre sono in gruppo in mezzo agli sconosciuti, magari
in fila per fare il biglietto della metro... oscillo e guardo se
qualcuno mi segue (lo so è il contrario...ma per giocare
funziona ;-)) e poi fraziono fino a guidare in modo quasi
"magnetico"...


Ecco il tormentone: queste tecniche NON servono per
manipolare (ammesso che esista qualcosa del genere) ma
solo per renderti cosciente dei meccanismi che naturalmente
agiscono nelle relazioni. Questo non solo aiuta a diventare
più sensibili, ma aumenta notevolmente il range di azioni
(quindi di opzioni) che puoi adottare ;-)


E tu che cosa ne pensi? lascia un commento qui sotto
e se ti piace il mio blog, seguilo attraverso: i feed rss e
facebook.


A presto
Genna

martedì 28 luglio 2009

Cold Reading: leggere nel pensiero con un'accuratezza dell' 80% :-O






















Ciao,


è capitato più volte di parlare di Cold Reading, soprattutto
esaminando i filmati di Derren Brown. Attraverso questa
serie di tecniche, che mescolano linguaggio, statistica e un
pizzico di non verbale...è possibile fingere ad arte di
possedere poteri speciali ;-)


Uno studio è addirittura arrivato a calcolare che il "cold
reading" può arrivare all'80% di accuratezza. Ma come
hanno fatto a calcolarlo? Hanno costruito una storia ad
hoc, e l'hanno proposta ad un campione di persone, alle
quali hanno chiesto quanto quella storia li rappresentasse.


Ecco la storia che hanno utilizzato immaginando
di recarsi da un "indovino":


"Sono contento che sia venuto, vedo che ha delle
preoccupazioni , perché ricevo dei forti segnali
da lei.
Sento che le cose che desidera veramente
dalla vita
le sembrano a volte poco realistiche e spesso
si
domanda se le otterrà...



...sento che a volte lei è cordiale, socievole ed estroverso
a volte invece è chiuso in se, schivo e cauto. Si vanta di
essere un pensatore, una mente indipendente, ma sa
anche di non dover prendere per vero quello che vede

e sente senza prove...


...ama il cambiamento e la varietà, ma si agita se si
ritrova
vincolato dalla routine e da restrizioni. Desidera
condividere
i suoi sentimenti più intimi con le persone
care ma per
esperienza giudica poco avveduto
essere tanto aperti ed
espliciti...


...Un uomo, il cui nome inizia per "S"
ha una forte influenza
su di lei in questo momento e una donna nata in novembre

la contatterà il prossimo mese per farle un'offerta
allettante.
Se all'apparenza sembra calmo e padrone di sé,
dentro tende
ad impensierirsi e a preoccuparsi; a volte si
chiede se abbia
fatto la scelta giusta o preso la decisione
adeguata.
"



C
ome è andata? quanto ti ci ha azzeccato l'indovino?
Questa è la storia che ha ricevuto più successo, sino a
descrivere con accuratezza del 80% dei partecipanti
all'esperimento. Ed effettivamente è
molto convincente ;-)


Analizziamo alcuni pezzetti dal un punto di
vista dei
modelli linguistici della PNL:


Sono contento che sia venuto
[presuppone che l'indovino
lo sapesse già] vedo che ha delle preoccupazioni [
lettura
nel pensiero
] , perché ricevo dei forti segnali da lei [causa-
effetto
]...Sento che le cose [cancellazione, quali cose?]che
desidera veramente
dalla vita
le sembrano a volte poco
realistiche e spesso
si domanda se le otterrà...[lettura nel
pensiero]...


Il resto del brano prosegue all'incirca nello stesso modo, è
assolutamente generico ed abilmente abilmente vago e
copre tutte le possibilità (altra tecnica ipnotica). Questo
semplice esempio dimostra, come già detto, che il Cold
Reading sono principalmente tecniche linguistiche, e non
sottili osservazioni del linguaggio non verbale.


E' chiaro che questa abilità è forzatamente legata anche
al linguaggio non verbale, perché l'illusionista deve saper
riconoscere quando sta andando nella direzione giusta
o meno....calibrando continuamente. Anche la statistica
gioca il suo ruolo, infatti i nomi con la "S" e i nati in
novembre sono davvero molti ;-)


Ecco un esempio: quando incroci le braccia quale
braccio sta sopra? ...vediamo provo a indovinare: il
sinistro...giusto? Le statistiche dicono che, 7 persone
su 10 mettono il sinistro sopra il destro... questo
semplice dato, se ben utilizzato può essere usato da
maghi e chiaroveggenti per acquisire credibilità.



Ti è piaciuto il post?
allora lascia un commento qui
sotto... "sento che vuoi seguire e sostenere il mio blog"
iscrivendoti ai miei
miei feed ...oppure direttamente
da
facebook...non è così? ;-))


A presto
Genna

lunedì 27 luglio 2009

Audio di PNL: la Time-Line e la sorgente

















Ciao,


hai ascoltato i "passati" audio-esercizi? sono quasi tutti
dedicati alle più note tecniche di PNL...molte brevettate
direttamente da Bandler ed altre da suoi collaboratori
e colleghi. Tutti questi esercizi si intrecciano fra di loro,
avendo appunto una matrice comune, la PNL...


Uno dei modelli più interessanti è quello della Time-line
o linea del tempo (se non sai di cosa si tratta clicca qui
prima di continuare con la lettura)...non tutti sanno che
sulla propria linea del tempo è possibile applicare tutti
gli esercizi (o quasi) che abbiamo visto negli scorsi
appuntamenti...


Quindi sulla Time-line è possibile utilizzare lo Swish, la
dissociazione visivo/cisestesica, l'ancoraggio ecc...ecc...
nell'esercizio che ascolterai tra poco c'è un mix molto
efficace di queste cose. Per fare questo però, al contrario
che con gli esercizi di Bandler, serve un pizzico in più di
pratica e concentrazione... sei pronto? ;-)









L'hai ascoltato? ho preso e riadattato questo esercizio
da Michael Hall... mi sembra evidente la differenza di
stile fra lui e Bandler ;-)) E vista la sua perizia ho
deciso di trascrivere le fasi salienti...


1) Trova la tua Time-line e fluttua al di sopra
di essa
...


2) Trova la causa originaria: chiedi al tuo inconscio di
riportarti al periodo della "causa originaria". Qualsiasi
cosa sia, affidati al tuo istinto...è la risposta giusta ;-)


3) Vai all'evento...e da sopra (dissociato), prenditi il
tempo per osservarlo...e poi associati in prima persona.


4) Dopo aver rivissuto l'evento scatenante, dissociati
e vai "sopra l'evento" e chiediti che cosa hai appreso
da questo...



5) Fluttua a 15 minuti PRIMA che accadesse
l'evento
e da questa posizione, immagina di liberarti
completamente da questa emozione...immagina che le
emozioni ti scivolino fino a quando non ti senti
tranquillo e libero...


6) Fluttua sopra l'evento scatenante e associati in
prima
posizione, nota se ci sono ancora emozioni
negative. Se ci dovessero essere, torna ai 15 minuti
prima e... liberatene. (con qualsiasi mezzo e/o tecnica;-))


7) Ritorna verso il presente, alla stessa velocità con cui
senti che, tutti gli altri eventi simili si stanno risolvendo
mano a mano che scorri verso il presente. Qui è utile
immaginare di colorare la time-line mentre torni al
presente...


8) Fai un ricalco nel futuro: vai nel futuro e immagina
come ti sentirai, quando dovrai affrontare eventi simili,
ma senza alcuna emozione negativa....


Come avrai notato l'esercizio è molto simile a quelli già visti
ma con una grande differenza: ti viene chiesto di andare
alla ricerca "della sorgente della emozione". Voglio
precisare che non si tratta "del primo evento traumatico"
(anche se potrebbe essere quello) ma dell'evento più
importante per il tuo inconscio in quel momento.


"Fidati del tuo inconscio", è l'incoraggiamento che
Milton Erickson faceva più spesso. Adesso, se hai tempo
e motivazione, ripeti l'esercizio ma fallo affidandoti
completamente al tuo inconscio. Se non ti piace la mia
voce, usala solo per apprendere il processo e poi, fallo
senza ;-)


Se mi segui avrai sicuramente notato che siamo passati
dalla s-traduzione di Bandler agli "esercizi di PNL"...
questo perchè ormai il libro "Get the life you want" è
stato tradotto. Ma non preoccuparti perché per settembre
ho in serbo delle traduzioni UNICHE...come questa ;-)


Ti preannuncio anche che ad agosto andrò in vacanza
nel mio bel paesino natale: Alassio..e non sempre riuscirò
a registrare gli audio, perché là sono poco attrezzato, ma
cercherò comunque di farlo ;-) Ricorda che anche ad
Agosto continueranno i post giornalieri...lo sai è la mia
"piccola missione" ;-)


Fammi sapere che cosa ne pensi lasciando un commento
qui sotto. Segui il mio blog da i miei feed e/o da facebook.


A presto
Genna


Ecco gli altri "Audio-Esercizi" pubblicati:

1
PNL: Certificazioni... ...2 Audio imperdibili ;-)
2 Richard Bandler: "esercizio anti-stronzi" ;-)
3 Richard Bandler: la time line e il tempo nella PNL...
4 "Ho tanta paura da sbellicarmi"...esercizio di PNL
5 "Esercizio Anti-Ansia" ...
6 "Esercizio PNL convinzioni"
7 "Esercizio Anti-Panico...esagerare..."
8 "Esercizio per la Distorsione Temporale"
9 "La Cura Veloce delle Fobie"
10 "Come l' Auto-Suggestione..."
11 Cambiare lo "stato d'animo"...
12 Dimenticare l'amore
13 Ri-dipingere il passato con la Time-line
14 Come prendere le decisioni
15 Come superare gli Esami
16 Generare Nuovi Comportamenti
17 Cancellare i "brutti ricordi"
18 Come motivarsi con la PNL
19 Superare il lutto
20 Liberi dai cattivi pensieri

domenica 26 luglio 2009

Ipnosi e Furto: "il lato oscuro della ipnosi" ;-)



















Ciao,


oltre un anno fa ho scritto questo post dove ti ho raccontato
come funziona il famoso "furto con l'ipnosi". Molti ormai
sanno che è una abile mossa di prestigio comunicativo che,
con l'ipnosi c'entra relativamente. Tuttavia gli si
avvicina molto
...perchè sfrutta meccanismi simili...ma
per ottenere effetti diversi...


Come ti ho già detto molte volte, l'ipnosi sono una serie
di manovre
per indurre uno stato naturale della mente
chiamato trance...quindi da questa definizione qualsiasi
manovra che non provochi uno "stato discreto di
coscienza", appunto la trance ipnotica, non è ipnosi. Per
tanto chi utilizza queste tecniche non usa l'ipnosi ma
tecniche molto simili...





Visto il video? un "disceplo di Derren Brown"ma questo
lo commentiamo un'altra volta...adesso ti racconto la mia
piccola e divertente...esperienza L'altro giorno, al bar della
piscina, ordino alla signora un caffè e un "caffè zero"...lei
mi guarda e mi dice..."a che gusto?" ... io però, in mezzo a
tanta folla capisco "Roma per toma", e invece capisco
"..."è chiuso!
..


Guardandomi attorno noto che ci sono altri baracchini
che vendono gelati e penso "sarà chiuso il baracchino"
e le dico..."allora anche per me un caffè normale"...la
signora resta un attimo intontita e invece di prendere i
miei soldi, me li restituisce e mi da anche il resto.


Sarà capitato a tutti di trovare il "negoziante" sbadato,
ma ti assicuro che tutto si è svolto ad arte...ma un'arte
a norma di legge e completamente casuale, visto che i
soldi gli ho restituiti ;-) E' andata così, mentre facevo la
mia ordinazione la signora ha preso i soldi, mentre alle
sue spalle un ragazzino iniziava a fare i caffè ecc....


Quando la signora ha domandato "a che gusto?"...e io
ho risposto "ah...allora anche per me un caffè normale",
ho involontariamente creato una forte confusione. E'
rimasta con la banconota in mano e il braccio in
"catalessi" per poi restituirmela con il resto ;-)


Ti ripeto, non l'ho fatto apposta, ma gli anni di pratica
e di osservazione mi hanno fatto intuire che stava
accadendo...e infatti ho fatto notare, prima ad un mio
amico e poi alla signora...giusto per riderci
sopra :-)


Chi fa i famigerati "furti con l'ipnosi" utilizza strategie
molto simili a questa. Solo che sono abilmente studiate a
tavolino e spesso si servono anche di complici per
aumentare la confusione. Dopo tutto le tecniche di
confusione, distrazione (misdirection) e di sovraccarico...
sono tutte ottime per indurre uno stato di trance anche
all'interno di un contesto terapeutico.


NB. Usare queste tecniche in studio non serve per
"fregare" il paziente...ma serve per aiutare i pazienti che
hanno difficoltà a "lasciarsi andare". Anche un semplice
conteggio all'indietro, magari a gruppi di 3, avrebbe lo
stesso effetto di sovraccarico e confusione.


Le tecniche per fare questo "genere di cose" sono molte
e spaziano da quelle verbali a quelle non verbali...inutile
nascondersi, sono divertenti ed affascinanti. Tempo fa
ne ho fatte di diverse, ma in contesti in cui era possibile
parlare a lungo...quindi con cameriere, baristi (quando
sei seduto al bancone) ecc...ma mai con cassieri, come
in questo report.


Penso che "il lato oscuro dell'ipnosi" sia da conoscere,
non solo per difendersi ma anche per sapere, fino a che
punto possono arrivare determinate tecniche...e le
abilità umane....tu che cosa ne pensi?


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A presto
Genna

sabato 25 luglio 2009

Ipnosi: Brent B. Geary il coordinatore dell' Intensive Training della Erickson Foundation

















Ciao,


eccoci finalmente alla prima intervista...ricordi Manuel e
Mauro e il nostro progetto bellissimo?;-) Hanno intervistato
Brent
B.
Geary il coordinatore dell' Intensive
Training
della Erickson Foundation :-O





Hai visto il video? A sinistra vedi Manuel (camicia bianca)
a destra Mauro (camicia blu)
e, chiaramente nel centro
Brent B. Grary. Se conosci l'inglese avrai appreso tante
cose interessanti...tutte cose che dovresti in parte già
conoscere se segui il mio blog ;-)


Ecco la traduzione: non è perfetta... se trovi errori
segnalameli (evita di correggere "le virgole" ma
aiutami con il significato...grazie;-))


***************************************************
M.M (Manuel Mauri): "Ciao a tutti, siamo qui con Brent B.
Geary
, con uno dei nostri insegnanti in Phoenix per
l'intensive training in ipnosi ericksoniana. Lui è il
coordinatore di questo training e noi vorremmo fargli
alcune domande...la prima è:

come è iniziata la tua avventura con l'ipnosi?

B. (Brent): "Ho iniziato con l'ipnosi molto presto perchè mio
padre è stato addestrato da Milton Erickson seguendo i suoi
seminari in diversi posti. E quando mio padre tornava a casa
praticava l'ipnosi con me. Mi diceva andiamo in salotto,
siediti e guarda il "cinema" ed iniziava a parlarmi...

...Così sono cresciuto con l'ipnosi perché mio padre era
molto a favore dei metodi ericksoniani ed era sostenitore di
Erickson. Così lui mi incoraggiava a conoscere sempre di
più su Erickson. Quando avevo tra i 14 e 15 anni al liceo,
stavo pensando alla mia carrirera universitaria in
psicologia, ho iniziato a comprare i libri di Erickson, a
seguire i seminari ed ho insegnato e appreso l'ipnosi
ericksoniana a me stesso.

M.M: Quando hai iniziato ad insegnare l'ipnosi?

B: Ho iniziato ad insegnare l'ipnosi nel 1982 negli USA, nel
mio primo seminario dedicato all'ipnosi...ed il mio primo
seminario fuori dagli States è stato nel 1991 in Polonia. Poi
dalla Polonia sono andato a Roma dove ho tenuto il mio
secondo seminario fuori dagli usa.

M.M: La seconda domande è, puoi dirci qualcosa
riguardo ai consigli che
insegni...perché è qualcosa
che è veramente "poco amorevole" per questo
tipo
di processi...come il ricalco-guida...perché questo
non è molto
famoso...dacci dei dettagli...delle
caratteristiche.


B: In ipnosi si usa una qualche combinazione di osservare
l'esperienza ...dove l'ipnotista parla del tipo di esperienza
che vede "sei seduto sulla sedia...ascolti la mia voce...ascolti
i suoni nella stanza...e poi si da una suggestione"...

...L'osservazione serve a tenere la persona sulla situazione
presente...Le suggestioni servono per portare la persona
verso la direzione della ipnosi "assorbimento...rilassamento...
entrare dentro se stessi...e suggestioni tipiche della terapia
...come sentirsi più a proprio agio...puoi immaginare cose
buone accadere nel futuro...qualsiasi cosa sia utile per la
terapia...così...osservazione e suggestione...osservazione e
suggestione...è molto simile ad una danza...un equilibrio fra
il portare la persona da dove si trova ad un altro posto...

Mauro Barachetti (M.B): Sulla psicoterapia...quale
il più grande errore comune che un
ipnoterapista
può fare?


B: Io penso che la più comune sia per un ipnoterapeuta
avere troppa pressione in se stesso. L'ipnoterapeuta pensa
questo, forse perchè fra tutte le idee sulla ipnosi, ci sono
cose come pensare che l'ipnotisa METTA sotto ipnosi...
penso che tutte queste idee facciano pensare
l'ipnoterapeuta di essere quello che fa accadere le cose...

e la pressione per me come ipnoterapeuta è di dover creare
l'esperienze per il paziente...ma questo non è il caso... siamo
in una situazione di relazione, dove suggerisco la forma di
una esperienza...qualcosa che abbiamo pattuito...e che sia
utile per l'esperienza del paziente...dove io ho qualche
esperienza in merito...

...penso che il modo migliore per fare pratica con l'ipnosi sia
dare suggestioni e poi aspettare che qualcosa accada e che il
paziente lo abbia realizzato...invece di pensare "posso fare
accadere qualcosa" "posso fare accadere qualcosa". Quando
sei in questo mindset "che qualcosa deve accadere" e non
accade...(questo da molta pressione) ...se invece do la
suggestione e accetto qualsiasi risposta utilizzandola in
qualche modo non c'è pressione...

M.M: Nel nostro training si impara anche
l'autoipnosi, che cosa pensi
della autoipnosi e
quanto è utile?


La AutoIpnosi è una splendida aggiunta all'ipnosi e alla
terapia con i pazienti in ipnosi. Una cosa molto chiara è che
la auto-ipnosi incrementa, quando c'è anche una relazione
con il terapeuta, l'ipnosi fatta con il terapista...che a sua
volta incrementa le capacità del paziente di usare l'
autoipnosi.Quindi entrambi si supportano a vicenda...e
si autoalimentano...

L'auto-ipnosi può essere utilizzata per tutto...eliminare le
abitudini, abbassare la pressione sanguina, controllare
l'ipertensione, per l'ansia e per molte molte cose. I
cambiamenti non accadono nello studio del terapeuta...
quello che accade nello studio del terapeuta promuove il
cambiamento...

...aiuta il cambiamento ad iniziare, ma il cambiamento nella
vita del paziente accade fuori dallo studio. E io credo che
se il paziente usa l'autoipnosi nella sua vita, può creare un
collegamento fra la sua vita e lo studio del terapeuta.

M.B: Quale potrebbe essere il migliore strumento
per iniziare ad
diventare un ipnoterapeuta?

B. apprendere i fondametali...apprendere i fondamentali
apprendere i fondamentali...la gente fa questo con la musica,
le arti marziali...con la guida...quando la gente accende la
macchina e guida a 120Km all'ora...la gente che cammina
in una palestra di arti marziali...fa tutte quelle mosse strane
...tutti hanno iniziato con i fondamentali...

e l'ipnosi funziona se tu fai i fondamentali e se sai come
osservare, suggestionare, usare il linguaggio...e devi
apprendere bene le abilità fondamentali prima di poter
iniziare a progredire sempre di più...e questo accresce
mano a mano che fai esperienza...quindi lo strumento è
apprendere i fondamentali gradualmente, fino ad
apprendere le cose più complesse...

M.M: L'ultima cosa fondamentale è per chi ti segue,
sarai in Italia a settembre e potranno vederti a
Roma.
I fun vogliono sapere di più riguardo al tuo
lavoro: dove
poter trovare il manuale di ipnosi
ericksoniana...e
dove si possono trovare
altre risorse?


B: Ho scritto tanto e molte pubblicazioni...così Camillo
Lorideo di Roma ha pubblicato il libro dove ci sono dei miei
articoli su come utilizzare i valori in ipnosi ericksoniana. Ho
scritto il primo capitolo, del manuale di ipnosi ericksoniana
sull'assessment in psicoterapia...da quando il paziente entra
nello studio...a quando ci parli e le prime cose da fare...
Penso sia un modo ottimo per iniziare a prendere familiarità
con le convinzioni con le quali partire... e sapere che
cosa dire...

M.M: Così il prossimo anno qui a Phoenix?

B: Per 3 volte...in primavera, in estate e in inverno...

M.M: Così potete trovare Brent nel prossimo corso in
Dicembre

B. (corregendolo) in ottobre...

Saluti finali

***************************************************

complimenti se sei arrivato a leggere sino a qui...
probabilmente è perché, come me, sei molto appassionato
di ipnosi ;-) Le sorprese non finiscono qui... da questa
avventura di Mauro e Manuel ne vedrai davvero dell
belle ;-)


Mi raccomando lascia i tuoi commenti, opinioni e domande
qui sotto...e se vuoi seguire il blog puoi farlo sia attraverso
i miei feed e sia attraverso facebook....


A presto
Genna


Ps. Ringrazio tantissimo Manuel e Mauro per questa
intervista...


Qui TUTTI gli articoli sull' Ipnosi

venerdì 24 luglio 2009

psicologia e spiritualità...una ricerca on-line



















Ciao,


ti ricordi Richard Wiseman e la sua ricerca on-line? lo
avevo ultra esaltato perchè ritengo molto importante
l'utilizzo dei nuovi media per fare ricerca psico-sociale.
Uno degli strumenti più utilizzati in questo campo è
il questionario...che può essere facilmente divulgato
attraverso il web...





**Clicca Qui per Partecipare al Questionario**

Hai visto il video? è il mio amico e collega Andrea Diana
che attraverso il web ha già coinvolto 400 persone. Lo
so, se sei abituato ai numeri di internet ti sembrerà
poco...ma se conosci i campioni di queste ricerche saprai
che è un numero molto alto...soprattutto per una tesi
di laurea
...


Quella di Andrea è la seconda laurea...la prima l'ha presa
in Teologia :-O e tra poco si laureerà per la seconda volta
in psicologia. Esattamente come Wiseman abbiamo deciso
di proporti il suo questionario di tesi on-line. La cosa più
carina è che, quando saranno pronti i risultati TU sari fra
i primi a conoscerli...forse ancora prima della
commissione
di laurea di Andrea ;-)


Non posso dirti esattamente di che cosa parla la tesi di
Andrea
...ma sappi che si tratta di psicologia e spiritualità.
Se sei appassionato di Sviluppo Personale il nesso non ti
sembrerà così assurdo, visto che spesso la crescita
personale porta allo sviluppo spirituale
...cioè nel
cercare di migliorarsi spesso si approda in questo campo.


Da Maslow a Dilts, chi si è occupato di costruire delle
scale dello "sviluppo personale"...è approdato in quello
spirituale...ma non posso parlartene troppo altrimenti
rischio di "influenzarti"---> prenditi 20 minuti e compila
il questionario on-line...


e poi...fammi sapere che cosa ne pensi, lasciando un
commento qui sotto. E se vuoi seguire gli aggiornamenti
iscriviti ai miei feed e/o...seguimi da facebook.


A presto
Genna

**Clicca Qui per Partecipare al Questionario**


Ps.
se anche tu stai facendo la tua tesi di laurea...e/o
una ricerca in psicologia e ti piace quello che stiamo
facendo contattami ;-)


Pps. Quello che vedi è Andrea...mentre medita, sembra
quasi che stia levitando ;-)

giovedì 23 luglio 2009

PNL: psicoterapia cognitivo-comportamentale...Abert Ellis



















Ciao,


conosci la storia della PNL? molti appassionati di questa
affascinante disciplina non conoscono davvero il suo
"passato"... Questo non significa che non la sappiano
usare, ma è spesso utile sapere cosa hanno fatto e da
dove nascono "le cose"...


Se nella vita riparo televisioni sarò poco interessato a
conoscere come si riparavano le Tv di un tempo e
tantomento a saperne l'evoluzione nella storia....ma se
voglio: fare ricerca ed innovare...sarà utilissimo sapere
che cosa hanno combinato quelli che sono arrivati prima
di me. In questo modo evito di ripetere gli errori che
hanno fatto i miei predecessori.


Pochi sanno che la PNL può essere inserita in una cornice
più ampia, nella psicoterapia cognitivo-comportamentale.
A questo proposito voglio citare uno dei padri fondatori di
questa disciplina...Albert Ellis... psicologo e psicoterapeuta
che ha apportato profonde modifiche nel campo della
psicoterapia moderna
...un vero genio ;-)


Ellis, è stato uno dei primi psicologi ha mescolare diversi
orientamenti: partendo dalla filosofia degli stoici, passando
per una formazione psicoanalitica...e arrivando alla nuova
concezione congitivistica. Ellis è stato uno dei primi a
mettere in relazione le "convinzioni" con le emozioni...
evidenziando come le prime (nella maggior parte dei casi)
guidino le seconde... (A-->B-->C)


La tecnica psicoterapica di Ellis oggi prende il nome di
REBT (Rational-Emotive Behaviour Therapy)...in cui la
partica consiste nell'individuare le convinzioni disfunzionali
e fare in modo che i soggetti le modifichino, in modo efficace
con convinzioni funzionali...per il raggiungimento dei loro
obiettivi ed un innalzamento della qualità della vita.


l'ABC...modello di ricerca clinica di Ellis è sicuramente una
delle "lenti di ingrandimento" maggiormente utilizzate nel
campo della psicoterapia. ABC è un acronimo che sta per:


>A (Activeting Event) Eventi Attivanti, cioè che cosa
fa scattare il comportamento disfunzionale...imprevisi,
problemi da risolvere, fatti concreti ecc...


>B (Belif System) "sistema di convinzioni" sono
tutte le convinzioni, pregiudizi, pensieri, percezioni,
interpretazioni, norme, regole, valori...e anche le immagini
mentali e le fantasie...


>C (Conesquences) Conseguenze...cioè come si sente
(emozioni) e come si comporta (comportamenti) legati alla
esperienza attivante (A).


Se conosci la PNL, non ti sarà difficile fare un immediato
parallelo fra questo modello ed il modo di "vedere il
comportamento" da parte di chi utilizza gli strumenti
della PNL...e quali sono le parti da analizzare per
poter intervenire ed attivare il cambiamento.


La A potrebbe essere il trigger (o l'ancora) che fa scattare
la strategia interna...a sua volta questa è determinata
dalle nostre esperienze, convinzioni e immagini interiori
(B)...che porta a provare emozioni e ad agire in un
determinato modo (C).


Questo parallelo, che potrebbe apparire come semplicistico
e naturale non lo era fino alla nascita del cognitivismo e del
costruttivismo che vedono l'uomo come attivo costruttore
della realtà e gli danno la responsabilità delle proprie azioni.
Infatti, le persone (e un tempo anche gli psicologi)
pensavano che A causasse C...senza fregarsene di cosa
accadeva in mezzo.


Quando un "piennellissta" si avvicina a queste discipline
non è raro che esclami "ma questa è PNL!"...perché il 70%
delle tecniche di cambiamento arrivano proprio da qui...
Dagli esercizi più divertenti di Bandler a quelli più teorici
di Dilts, nessuno di questi si esime dall'aver attinto a
piene mani dal patrimonio cognitivo-comportamentale.


Tutto il concetto di cambiamento in PNL è dettato dalla
logica congitivo-comportamentale (TOTE). Abilmente
mescolata con altre discipline, come l'ipnosi ericksoniana
e tanto altro. Ma anche lo stesso Ellis ha creato un mix
partendo da queste discipline...ecc...


Insomma come avrai capito, sono qui a discutere sul fatto
se sia "nato prima l'uovo o la gallina" ;-) la cosa ad un livello
pratico NON conta nulla...ma ti ripeto: se vuoi fare ricerca
e innovare è necessario che tu conosca questi aspetti fini
della disciplina che ruota attorno al cambiamento.


Concludendo: Erickson, Perls e la Satir non sono gli unici
da cui Bandler e Grinder hanno attinto per creare la PNL.
Ma, intorno agli anni 50, si sono sviluppate diversi tipi di
psicoterapia che ne hanno segnato fortemente il modo di
attuare il cambiamento. Il modello ABC può essere
paragonato ed utilizzato...anche dai Piennellisiti ;-)


Fammi sapere che cosa ne pensi...lascia un commento qui
sotto e se non lo hai ancora fatto iscriviti ai miei feed...
oppure segui il blog da facebook.


A presto
Genna


Ps. se ti interessa la tecnica cognitivo-comportamentale
fammelo sapere lasciando un commento...e cercherò di
accontentare le tue richieste ;-)

mercoledì 22 luglio 2009

Team Building: "guardare migliora la performance"....

















Ciao,


ti è mai capitato di essere stanco e demotivato prima di
iniziare a lavorare con il tuo team? e ti è poi mai accaduto
di cambiare completamente nel momento in cui hai
iniziato a lavorare sotto gli occhi dei tuoi colleghi?
abbiamo parlato più volte di team building...ecco alcune
"dritte interessanti"...

Ormai è provato da quasi un secolo: essere osservati
incrementa le prestazioni sul lavoro
. Il primo dato
risale addirittura al 1898 ed è stato osservato dallo
psicologo Norman Triplett sui ciclisti.


Triplett decise di sottoporre le sue osservazioni a
verifica, inventandosi uno studio tortuoso e "sadico"
nei confronti di alcuni giovani corridori..e notò che
quando c'era competizione, i giovani ciclisti avevano
prestazioni decisamente maggiori.


Vent'anni dopo, lo psicologo statunitense Gordon Allport,
uno dei fondatori della psicologia della personalità,
fece un esperimento interessante. Invitò i suoi soggetti a
leggere una parola e poi scrivere quante più parole
possibili potessero essere correlate alla prima parola...


Ogni partecipante aveva a disposizione 3 minuti, qui i
soggetti non erano messi in competizione. Tuttavia i
risultati migliori sono stati quelli dei soggetti che avevano
la presenza di altri soggetti.... in pratica in una versione
dello studio i soggetti erano soli mentre nell'altra erano
circondati dagli altri soggetti.


E' difficile affermare se l'effetto competitività qui fosse
stato del tutto azzerato, e personalmente credo di no.
Negli anni queste teorie sono state sottoposte ad altri
numerosi studi...e la variabile principale è
sempre la
stessa:


sia che i soggetti siano messi in un contesto di competizione
sia che non lo siano, tutti tendono ad accrescere la
loro
performance in base alla presenza o meno di uno o
più osservatori esterni.


Tornando ai temi che mi stanno più a cuore, come lo
sviluppo personale, è per questo motivo che è così utile
frequentare corsi e luoghi che favoriscano la tua crescita
personale. Con cui poter essere assolutamente libero di
intereagire...


Numerose ricerche dimostrano che questo capita anche
on-line, all'interno delle comunità e dei social media. Non
so se hai presente quante persone si sfidano
quotidianamente con stupidi test su facebook ;-)


Lo stesso è successo nella Accademia dei Miglioramenti,
quando ne diventi membro la prima cosa che ti colpisce
sono le numerose storie di successo, del tutto spontanee
che sono nate...e subito dopo la disponibilità dei compagni
di corso nel commentare e darti consigli... nasce una sorta
di gara solidale...


Concludendo: osservare le persone a lavoro può
accrescere le prestazioni di chi viene osservato. Bisogna
però essere accorti nell'evitare di innalzare i livelli di stress
...ma dare un apporto sincero di "super-visione" cercando
di stare lontani dai giudizi...


Fammi sapere che cosa ne pensi...lascia un commento qui
sotto e se non o hai ancora fatto segui comodamente il
mio blog dai miei ai miei feed e dal mio account di
facebook .


A presto
Genna

martedì 21 luglio 2009

Psicologia Clinica: "la mentalizzazione in psicoterapia"...
























Ciao,


abbiamo parlato molte volte dei neuroni specchio e di
come questa meravigliosa scoperta (tutta italiana)
abbia portato ad una vera e propria rivoluzione in
ogni campo della psicologia (e non solo).


Su questa scia, le ultime scoperte in psicologia clinica
hanno dimostrato l'apporto terapeutico di quella che
viene definita "mentalizzazione"...cioè il tenere a mente
la mente propria ed altrui. Pensare ai bisogni, desideri,
credenze, obiettivi e ragioni del nostro interlocutore...


Mentalizzare è
un'attività complessa che richiede un
grande sforzo cognitivo, attiva infatti gran parte della
corteccia prefrontale...che secondo il neurobiolgo
Khonon Goldberg (2001) " è quanto più si avvicina a
definire il substrato neurale
della vita sociale".


Nonostante il termine "mentalizzare" possa essere
confuso con "razionale" esso è alquanto differente.
Infatti, nonostante sia necessaria una grande attività
cognitiva, la mentalizzazione è la rappresentazione
"in parole" delle emozioni e dei sentimenti. E' una
forma di integrazione fra la parte conscia (razionale)
e quella inconscia (emotiva)....


Mentalizzare significa agire su due livelli, uno esplicito
(livello conscio) ed uno implicito (il livello inconscio). E'
per questo ovvio "il primato" della parte emotiva ed
implicita che, durante la mentalizzazione viene a
trasformarsi e ad unirsi con quella cosciente.
NB. Questo non significa rendere conscio l'inconscio
ma trovare una via di comunicazione fra essi...


Se mi segui oppure sei un appassionato di psicologia
sicuramente avrai già iniziato a vedere le somiglianze
di questo concetto con altri. Infatti arriva dritto dritto
da altri 3 concetti cari a chi si occupa di psicoterapia:


1) L'empatia: "una forma di conoscenza implicita degli
stati emotivi altrui". Quello che in terapia viene anche
definito come rapport e che i neuroni specchio hanno
largamente contribuito a spiegarci...


2) L'intelligenza emotiva (Goleman): cioè la capacità
di riconoscere le emozioni proprie ed altrui e di
rispondervi in modo adeguato. (più affine all'aspetto
implicito della mentalizzazione)....


3) L'insight psicoanalitico: cioè le idee che insorgono
sui contenuti specifici delle narrazioni che portano i
pazienti in seduta. (più affine con l'aspetto esplicito,
che porta quindi alla coscienza)...


Concludendo: mentalizzare può essere definito come
il pensare la mente propria e altrui...fornendo una
integrazioni fra le diverse parti della personalità del
tuo interlocutore. Esso è un mix di 3 concetti molto
cari a chi si occupa di psicoterapia e di psicologia
clinica...


Lascia un commento qui sotto e fammi sapere che
cosa ne pensi. Se ti piace il mio blog puoi seguirlo dai
miei feed. rss e/o da facebook...


A presto
Genna

lunedì 20 luglio 2009

Richard Bandler: "Come liberarsi dai cattivi pensieri"...

















Ciao,


superare i momenti difficili...l'audio esercizio N°19
ha riscosso un discreto "successo"...e alcuni lettori mi hanno
gentilmente mandato i loro feedback in privato dopo aver
applicato l'esercizio...che come prbabilmente ricordi era
un "argomento molto delicato".


L'Audio di oggi è dedicato al "dialogo interno"...cioè
quella vocina che parla "dentro di te". Ne abbiamo già
parlato molte volte, ma oggi ascolterai un esercizio
interessante che fonde insieme molti elementi del
cambiamento personale...partendo da questa
"meta-modalità"...









Lo hai ascoltato? la manipolazione del dialogo interiore
è una delle più semplici da fare....e pare che lo sia ancora
di più per chi, come noi italiani siamo mediamente più
auditivi "ce la raccontiamo" ;-) Mentre altri popoli, come
gli anglosassoni preferiscono le immagini...


Tuttavia manipolare il "self-talking"...come si deve...è
questione di esercizio, esattamente come per le immagini.
Qui ti chiedo di creare un mantra da ripetere, ma ci tengo
a sottolineare che questo "mantra" non ha la stessa
funzione dei mantra per la meditazione.


Mi spiego meglio: il mantra per meditare serve per
restare presente e a meditare (non ha una vera funzione)
mentre questo deve essere dirompente...perché ti serve
per spezzare quel circolo di "cattivi pensieri" che si
vengono a creare per diversi motivi. Una frase stupida
che ti faccia sorridere va benissimo ;-)


Tutti hanno "cattivi pensieri" ma pochi si rendono conto
che è possibile zittirli e andare avanti. L'esempio che ho
maggiormente riscontrato in ambulatorio è quello del
ripensamento. Fai qualcosa e dopo ti rendi conto che non
era la cosa giusta...e passi tutto il resto della giornata a
pagarne le conseguenze interiori...


ma sei tu che crei quelle parole. Il detto "non piangere
sul latte versato" è di una saggezza profonda. Tuttavia
è anche utile rimuginare su alcuni errori per "imparare
la lezione"...ma chi si tortura per bene...conosce ad
istinto quali sono utili e quali inutili.


Applica questo esercizio solo sui "cattivi pensieri inutili",
a questo punto la riflessione potrebbe prendere strade
impervie. Ma sono certo che saprai riconoscere quali
sono i pensieri inutili e quali invece richiedono
una
certa riflessione...


Successivamente ti chiedo di "dirti cose belle"...per
farlo ti consiglio di riascoltare questo audio dove puoi
individuare una voce di cui ti fidi...usa quella per
"installare" le nuove "parole" dentro di te... Quando
lo fai cerca di essere molto preciso...


...evita di dire cose del tipo "andrà tutto bene...ecc."
il cervello è una macchina perfetta e ha bisogno di
istruzioni precise. Ad esempio "vedrai che ____
la prossima volta riuscirai a _____ " ecc. Riempi gli
spazi con direttive precise...più sono precise e meglio
risponderai la volta successiva. Prima però...usa il
mantra per spezzare le "seghe mentali" ;-)


Concludendo: puoi utilizzare il tuo dialogo interno per
spezzare il circolo vizioso di "cattivi pensieri" e, quando
ci sei riuscito, puoi modificarli e renderli migliori...
tenendo a mente il fatto che, la tua mente ha bisogno
di istruzioni precise...


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se vuoi puoi seguire il blog, sia dai ai miei feed rss che
dafacebook ...


A presto
Genna


Ecco gli altri "Audio-Esercizi" pubblicati:

1
PNL: Certificazioni... ...2 Audio imperdibili ;-)
2 Richard Bandler: "esercizio anti-stronzi" ;-)
3 Richard Bandler: la time line e il tempo nella PNL...
4 "Ho tanta paura da sbellicarmi"...esercizio di PNL
5 "Esercizio Anti-Ansia" ...
6 "Esercizio PNL convinzioni"
7 "Esercizio Anti-Panico...esagerare..."
8 "Esercizio per la Distorsione Temporale"
9 "La Cura Veloce delle Fobie"
10 "Come l' Auto-Suggestione..."
11 Cambiare lo "stato d'animo"...
12 Dimenticare l'amore
13 Ri-dipingere il passato con la Time-line
14 Come prendere le decisioni
15 Come superare gli Esami
16 Generare Nuovi Comportamenti
17 Cancellare i "brutti ricordi"
18 Come motivarsi con la PNL
19 Superare il lutto

domenica 19 luglio 2009

Sviluppo Personale: educazione scolastica on-line? 7 Vantaggi...

















Ciao,


ultimamente ti ho mostrato la mia passione per lo studio
dei nuovi modelli educativi. E di recente mi è venuta in
mente un'idea che ritengo immodestamente geniale;-)
Questa idea potrebbe abilmente unire: i nuovi mezzi di
comunicazione, la formazione e l'educazione scolastica e
un piccolo "lavoro on-line"...


Molto probabilmente qualcuno ci ha pensato prima di
me, ma voglio sperare di no ;-) Durante gli anni della
scuola dell'obbligo quanti temi hai scritto? Immagino
tantissimi. Oltre quelli in classe c'erano quelli da fare a
casa e poi anche quelli delle vacanze, con le quali saranno
alle prese gli studenti che ora sono in vacanza...


Insomma una marea di contenuti...buttati via;-) Io
adoravo fare i temi, e penso anche di aver scritto materiale
di ottima qualità, magari senza saperlo. Allora mi è venuto
in mente questo: e se i ragazzi di oggi scrivessero i loro
temi direttamente su un blog? magari un blog comune a
cui tutti possono accedere?


Lo so, come primo impatti da l'idea di andare contro alla
privacy e di alzare il livello di ansia e di stress degli scolari.
Ma potrebbe anche accadere che, questa ansia si trasformi
in sfida e voglia di mettersi in gioco. Ecco secondo me
quali potrebbero essere gli enormi vantaggi per il mondo
della formazione...scolastica:


1) I temi sarebbero pubblici per cui tutti potrebbero
vedere la valutazione dei professori. Questo porterebbe
una sorta di democrazia del voto...perchè se un tema è
bello e il prof ti da 5 perchè gli sei antipatico, non è proprio
una cosa giusta ;-)


2) Aiutare ragazzi e professori (soprattutto questi)
a prendere dimestichezza con i nuovi media, internet e le
piattaforme di blogging, che rappresentano sicuramente
il futuro...


3) Essere di esempio, i temi più belli potrebbero anche
essere puabblicati e condivisi attraverso i più famosi social
media (come Facebook e Twitter).


4) Creare contenuti validi per farsi conoscere:
scommetto che lì fuori è pieno di "scrittori in erba" capaci,
ma che probabilmente non verranno mai pubblicati...


5) Una banca dati aperta su cui poter fare ricerche di
vario genere da quelle psicologiche a quelle
sociologiche...ecc..


6) Immdiatezza: immagina il vantaggio per un prof. di
poter correggere i temi ricevendoli in tempo reale. Ad
esempio nei famosi "compiti delle vacanze" invece di avere
una mole enorme di fogli... i compiti potrebbero arrivare
direttamente in formato elettronico e in base ai tempi
dello studente...


7) Auto-sostentamento: utilizzando le varie forme di
pubblicità contestuale (come adsense) il sito non avrebbe
bisogno si soldi pubblici e neanche privati. Infatti la mole
di contenuti attirerebbe molte visite che si possono
trasformare in denaro...Nessuno spreco pubblico...senza
contare il risparmio della carta ;-)


Sicuramente i vantaggi non finiscono qui...sono convinto
che la condivisione dei contenuti creati dagli studenti...di
qualsiasi scuola...possa essere una scelta ottima per un
apprendimento efficace e sostenibile...



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A presto
Genna


ULTIMO giorno per approfittare della Offerta
di AdM..;-)

sabato 18 luglio 2009

Psicologia: da sinistra a destra...



















Ciao,


qualche tempo fa ti ho raccontato dello studio, tutto italiano,
sull'orecchio che ascolta maggiormente. Oggi voglio parlarti
sempre di spazialità, ma in modo particolare di come i
movimenti da "sinistra a destra" vengano percepiti
come "più forti".



Se ti piace il calcio fai l'esperimento da te, guarda alcuni
goal su youtube
e valutali pensando a quanto possano
essere stati forti da 1 a 10. Poi torna indietro e osserva
quale è stata la direzione "generale" del goal. Noterai
che quelli che ti sono apparsi come "maggiormente
forti" erano quelli che seguivano un movimento da
sinistra a destra.



Non è un caso che la maggior parte delle prestazioni di
tipo atletico siano riprese dalla tv, da sinistra verso destra.
Tuttavia qualcuno potrebbe pensare che funzioni così per
motivi legati alla Time-line personale..e allora...eccoti lo
studio;-) Il risultato più sorprendete in questi studi è che
questo "errore della mente" (bias) affondi la sue
radici nel
linguaggio :-O


L'evidenza arriva da questo studio che ha osservato come
chi scrive e legge all'opposto di noi occidentali, come gli
Arabi...ha "l'errore invertito" e quindi percepisce con più
forza, ad esempio, un pugno dato da destra verso sinistra.
Non so se hai mai letto un fumetto giapponese, ad esempio,
è completamente al contrario...


Ancora una volta questi studi dimostrano quanto è
importante il linguaggio per una cultura. E che esso
determina non solo le categorie che crei ma anche le azioni
che sono legate a quelle categorie, e questo accade in modo
conscio o inconscio. Infatti non penso che gli Arabi siano
coscienti di questo fenomeno ;-)


Gli studi in "questo senso" non finiscono qui, infatti Anna
Maas della università di Padova ha provato che, la gente
tende a guardare le cose a sinistra per prima. Ma
soprattutto che la percezione sinistra è collegata ad
alcune caratteristiche e la destra,
chiaramente
ad altre.



La sinistra sarebbe collegata alla forza, alla decisione e alla
azione. E' come se questo spazio avesse una maggiore forza
su di noi (italiani ed occidentali). Tutte caratteristiche che
sono attribuibili allo stereotipo maschile...non per nulla
ci sono: Adamo ed Eva, Homer e Marge...e Wilma e Fred;-)
e mai, o quasi il contrario...(un esempio che mi viene è
Darma e Greg ;-))....


Concludendo: se devi "far finta" di dare un pugno è
sempre meglio che tu glielo dia da sinistra verso destra;-))
Oppure se devi confezionare un brand, ricordati che il nome
dell'uomo va a sinistra...e infine se hai una vetrina, ricorda
che il prodotto che vuoi venga percepito come "più forte"
dovrebbe stare a sinistra...e non come nel mio blog :-D


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A presto
Genna


-1 giorni alla scadenza della Offerta di AdM..;-)

venerdì 17 luglio 2009

Sviluppo Personale: brain training...ginnastica mentale...

















Ciao,


ti ho parlato molte volte dei diversi Brain Trainings e di
come oggi esista una vera e propria moda per migliorare
le prestazioni del cervello. Ma tutto questo è reale o è
semplicemente una mossa di marketing?


Alberto Oliviero, psicobiologo risponde a questa domanda
partendo dai quesiti ingenui, come: è possibile allenare il
cervello? è possibile prevenire l'invecchiamento del cervello?
ecc...con i più moderni studi sulle neuroscienze...


Negli scorsi articoli ti ho raccontato come, secondo me,
questi esercizi servono solo a migliorarti nel fare gli esercizi
stessi. Ed è la stessa cosa che dice Oliviero, che "non c'è
transfert"...cioè le competenze non si trasferiscono da quel
contesto (gli esercizi) ad altri contesti (vita di
tutti i giorni).


Il viaggio nell' "allenamento mentale" può partire pensando
all'arricchimento ambientale. Cioè negli ambienti dove ci
sono più stimoli gli individui crescono con una vivacità
mentale maggiore, con un cervello più innervato...ecc.
Capo stipite di questo approccio è stata Maria Montessori.
(osannata all'estero e meno nel nostro Paese).


L'esperimento più importante fu effettuato da Mark
Rosenzweig, noto neuroscienziato. Che ha fatto crescere
due gruppi di topi, uno povero di stimoli e l'altro pieno di
stimolazioni. Risultato: i topi del secondo gruppo erano più
"intelligenti", e il loro cervello era maggiormente
sviluppato.


Ryuta Kawashima dell'Università di Tohoru, nel 2003 ha
pubblicato "Training your brain: 60days to a better brain"
un eserciziario per potenziare le capacità cognitive. Il libro
è stato un best sellers ma non quanto la sua versione in
software per la nota consolle Nintendo DS.


Kawashima non ha mai pubblicato le sue ricerche, mentre
Alain Lieury...ha sottoposto il brain training ad una serie
di esperimenti molto rigorosi, giungendo alla conclusione
che l'utilizzo della consolle, non ha effetti rilevanti sulle
prestazioni cognitive. Ma solo su quei determinati esercizi.


Ma esistono veri esercizi per allenare il cervello?


Michael Merzenich, un rinomato scienziato, ha creato un
programma di "ginnastica mentale" provato e studiato su
un campione di 468 anziani. Dimostrando un reale
miglioramento cognitivo
dopo 2 mesi di pratica. Puoi
provare online il gioco cliccando qui. Lo studio è apparso
nel 2009 su Journal of the American Geriatrics Society.


Altri studi molto interessanti a riguardo sono quelli dedicati
al Image Streaming...che puoi trovare modificati da me sul
mio e-book. Anche questi studi sono stati sperimentati su
soggetti e gli studi pubblicati... Dimostrando come la "sola"
stimolazione sensoriale possa fare grandi cose per la tua
plasticità neurale...e sulla tua "intelligenza emotiva" ;-)


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A presto
Genna

-2 giorni alla scadenza della Offerta di AdM..;-)

giovedì 16 luglio 2009

Sviluppo Personale: il costo di una consulenza...



















Ciao,


se ti dicessi che posso offrirti una consulenza psicologica
assolutamente gratuita che cosa risponderesti? Un
recentissimo studio ha dimostrato che le consulenze
pagate vengono apprezzate molto di più...



Bhe...non è una novità per chiunque si sia mai interessato
di comportamento all'acquisto. Infatti anche Cialdini nel
suo meraviglioso libro inizia proprio con una storia del
genere, raccontando che, alzare il prezzo dei prodotti può
aumentarne (paradossalmente) la vendita.


Sunk Cost Fallacy è il nome tecnico di questo errore della
mente (bias)... dove si valuta il valore di qualche cosa in
base al suo prezzo. E in teoria è quello che dovrebbe
accadere, cioè le cose dovrebbero costare quanto valgono,
ma nella nostra società consumistica e di marketing
questo
non accade.


Prima di mostrarti l'esperimento ti racconto una mia reale
esperienza: quando è uscito Rilassamento Dinamico costava
ben 47€ (se non ricordo male)...mentre oggi è di 29€.
Quando il prezzo era più alto ricevevo più feedback dalle
persone che lo acquistavano. Ancora oggi continuo a riceverne
ma sono decisamente meno. (le vendite sono cresciute ma
solo perché è cresciuto il blog... grazie a te ;-))


La ricerca è stata effettuata da Francesca Gino della Carnegie
Mellon University, lo ha fatto avvalendosi del consiglio...cioè
ha preso dei gruppi, ai quali ha fatto ripassare alcune tappe
della storia americana. Ad ogni risposta giusta, ogni soggetto
riceveva una piccola ricompensa.


C'era la possibilità di avvelersi di consiglieri: sia consiglieri
gratuiti che a pagamento. Nonostante alcuni di quelli a
pagamento erano fra quelli scartati del primo gruppo (cioè
che avevano dimostrato di non sapere)...i loro consigli sono
stati maggiormente ascoltati.


Chi chiedeva consiglio dava una parte della propria vincita
ed è stato incredibile come, avendo a disposizione l'evidenza
della ignoranza di alcuni soggetti, quando questi venivano
pagati erano ascoltati...altrimenti no ;-)



Prima ti ho fatto l'esempio di Rilassamento Dinamico, ma
tutto il mondo delle consulenze, che siano psicologiche (come
le mie) o finanziarie...il costo è un mezzo di comunicazione
che ahimè veicola anche la tua capacità.


Questo non è un invito a far diventare i tuoi eventuali
servizi salatissimi ;-) anche perché tu devi davvero credere
di valere quella cifra per ottenerla (questa è la mia
esperienza) ma quella di calcolare anche questo fattore
quando regalate qualcosa ;-) soprattutto quando il regalo
non è richiesto :-D


E tu che cosa ne pensi? lascia un commento qui sotto e
se non lo hai ancora fatto iscriviti ai miei feed..oppure
seguimi su facebook...


A presto
Genna


-3 giorni alla scadenza della Offerta di AdM..;-)

mercoledì 15 luglio 2009

PNL: Canali Rappresentazionali e Ricerca...



















Ciao,


sai che cosa sono i canali rappresentazionali in PNL? sono
i canali attraverso i quali passano le informazioni dalla
"realtà esterna" al tuo cervello...in pratica i sensi. Questi,
secondo la PNL creerebbero delle rappresentazioni
interne che possono essere modificate per
migliorare
la vita...


La teoria della PNL può sembrare bizzarra a chi conosce
i meccanismi della memoria, e sa che nella testa non
abbiamo ne fotografie e ne suoni...ma brandelli di input
con i quali ricostruiamo il ricordo. Ma è di poco tempo
fa uno studio eccezionale che può fare luce su questo
"dilemma".



Markus Keifer della Università tedesca Ulm ha condotto
uno studio molto interessante: ha monitorato dei soggetti
attraverso la risonanza magnetica mentre stavano leggendo
delle parole, riconducibili a suoni. Come: tromba, telefono,
chitarra, clacson...ecc. L'ipotesi di partenza era che si
dovessero attivare le aree connesse all'udito.


Ma non è successo solo questo, anche le aree connesse
alla vista si attivavano. Questo sarebbe aa significare che
una semplice parola può attivare tutta una serie di
rappresentazioni interne creando cinestesie? Si...ed è
quello che afferma la PNL da quasi 40 anni ;-)



Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Neuroscience
e sembra proprio confermare tutte le ipotesi, che ad un
cattedrattico possono apparire come semplicistiche, della
programmazione neurolinguistica... Era abbastanza logico
che fosse così ;-) ....


si altrimenti non si spiegherebbe il funzionamento della
ipnosi e di tutta la psicoterapia. Che attraverso le parole
guida in stati interiori completi e fortemente
rappresentazionali
...Così come non si spiegherebbero
i magici effetti della lettura di una favola o di una poesia.


Le ipotesi più spinte di ogni linguista che studia l'effetto
che hanno le parole (la pragmatica della comunicazione)
sul comportamento umano...è, con questo esperimento
provata. Cioè le parole non sono semplici informazioni
ma fanno accadere qualcosa dentro di noi...e questo
qualcosa si trasforma in un comportamento.


Concludendo: quando parli con una persona attivi in lei
tutta una serie di rappresentazioni. Attraverso i modelli
linguistici della PNL e della Ipnosi è possibile creare realtà
virtuali per migliorare la vita delle persone...e oggi ne hai
la prova "scientifica" ;-)


Ti è piaciuto il post? lascia un tuo commento qui sotto
e se non lo hai ancora fatto, iscriviti ai miei feed.


A presto
Genna

-4 giorni alla scadenza della Offerda di AdM..;-)

martedì 14 luglio 2009

Ipnosi: Erickson Foundation e Intensive Training..che roba è?



















Ciao,


ti ho detto talmente tante cose sull' Ipnosi che ci ho dovuto
dedicare una pagina apposta
;-) come avrai capito sono
anni che la studio e la pratico...tutto è iniziato per gioco...
durante gli anni dell'Università!


Ero al primo anno quando Manuel ha lascito quel libro con
un titolo davvero bizzarro "usare il cervello per cambiare" e
da allora non ho più smesso di applicare la PNL, prima, e poi
l'ipnosi. In una casa dello studente, composta da 300
persone ci abbiamo impiegato poco a trovare dei pazzi
come noi ;-)


In breve tempo io, Manuel e Mauro abbiamo sperimentato
ogni forma di induzione e di tecnica, ancora non sapevamo
dove tutto questo ci avrebbe portati. Dopo l'università,
come capita spesso ci siamo "persi di vista"...ma guarda
caso ci siamo ritrovati a frequentare la stessa scuola di
psicoterapia ipnotica: l'amisi di Milano.



Adesso più maturi abbiamo iniziato a fare progetti più
grandi ed interessanti, ma ancora oggi ci facciamo sempre
un sacco di risate nel ricordare i nostri "pazzi esperimenti".
"ma perché tutta questa storia?"...semplice perché Manuel
e Mauro in questo momento sono a Phoenix Arizona per
frequentare l'intensive training della Erickson foundation.





...ehhh...saranno "inviati super speciali per il blog", ti
mostreranno lo Squaw Peak, la casa di Erickson e tutti
i luoghi affascinanti legati ai suoi aneddoti. Ma soprattutto
incontreranno gli eredi del grande maestro e li
interviste
ranno per te :-O ti rendi conto che razza di
opportunità? ;-)


Qui trovi il programma del corso che seguiranno con gli
annessi docenti, se hai delle domande specifiche scrivile
qui sotto fra i commenti e le porteremo negli States...
anzi, le porteranno, perchè io resto qui in Italia a
tenere
questa rubrica (che invidia ;-))


Se hai sempre sognato di chiedere qualcosa a Jeff Zeig o a
qualche altro esponente della Erickson Foundation, come
il grande Lankton...ora puoi farlo: ti ripeto basta scrivere
un commento e, se i nostri intrepidi eroi ci riusciranno
avrete la risposta alla vostra domanda...mica male;-)


Manuel e Mauro sono già esperti ipnoterapeuti e visto
che ti parlo spesso di Manuel, questa volta ti faccio vedere
il dott. Barachetti All'opera... (perché tra le altre cose è
psicologo ufficiale del CONI Sardegna):





Questa mossa internazionale sarà una delle tante prove
che grazie ad internet oggi è possibile per tutti creare
delle piccole realtà di comunicazione, partendo dal basso.
Senza intermiediari fra me e te, ma due persone reali che
mettono a disposizione le loro conoscenze in cambio di
un odiens intelligente ;-)


E oggi se sei davvero appassionato di Ipnosi, attraverso
un pc, e un piccolo blog ;-) puoi metterti in contatto con
l'Arizona e con tutti gli allievi di Milton Erickson. Lascia
la tua domanda qui sotto (o in qualsiasi altro post) e
saranno portate ai maestri della ipnosi moderna.


Ti piace l'iniziativa? Iscriviti ai miei feed e segui in
comodità gli aggiramenti del blog (non sai che cosa
sono i feed? clicca qui ;-))


A presto
Genna

Ps. Un grande saluto a Manuel e Mauro che ci stanno
facendo questo meraviglioso regalo :-)

Entra in Accademia ad un prezzo speciale;-)

lunedì 13 luglio 2009

Richard Bandler: "Come superare un lutto"

















Ciao,


l'argomento di oggi è molto delicato, avevo dedicato qualche
riga anche in questo altro audio-esercizio. Avevo deciso di
evitare la registrazione di questo esercizio, visto la natura
del profondo disagio legato al lutto, ma mi è stato chiesto
esplicitamente.


Il lutto è la più grande forma di disagio, e chi ha avuto la
"sfortuna"(fra virgolette perché prima o poi succede a tutti)
di provarlo sulla propria pelle ne conosce gli effetti. E' la
prova indesiderata del fatto che, uno stravolgimento
"emotivo" può agire sul corpo in modo pazzesco...


i sintomi possono essere innumerevoli, dalla inappetenza
alla depressione più nera... è anche per questo che il lutto
è stato studiato a lungo. Essendo così delicato si è cercato
anche di decretare quanto dovrebbe durare ecc...ecc..
Tuttavia sono sicuro che sia assolutamente soggettivo...









Hai ascoltato l'audio? Bandler è eccezionale nella sua
semplicità. In teoria, quello che propone, è un modo che la
mente utilizza naturalmente per organizzare i ricordi e
migliorare lo stoccaggio di quelli "negativi"... infatti i ricordi
"negativi" portano con loro una carica di energia...


La metafora che preferisco per illustrare il lutto (è presa
dalla teoria psicoanalitica sulle relazioni oggettuali;-))
immagina che ci siano, dentro ognuno di noi, delle piccole
foto delle persone a cui teniamo. Queste immagini sono
contornate da una luce, come un neon che ci permette
di vederle meglio...


..alcune sono più illuminate e sono quelle a cui teniamo
di più... il "grado di luminosità indica l'energia che investiamo
su quella persona. Se la persona viene a mancare, in modo
improvviso la luce NON si spegne...ma si disperde in modo
casuale generando il malessere.


Subito questa "cornice di luce" resta "accesa", facendo
spesso illudere che quella persona sia ancora lì...per un
vero e proprio meccanismo di isolamento (meccanismo di
difesa simile alla rimozione). Ma poi, appena fa accesso alla
coscienza si disperde senza controllo.


Perdona il linguaggio psicoanalitico, ma ti assicuro che in
tanti anni di teorie qualcosa di buono l'hanno tirato fuori;)
Il lutto, spingendo più in là questa metafora, consiste nel ri-
posizionamento di questa luce nella giusta
collocazione
....


...pare proprio che, l'Audio-esercizio aiuti a fare questo,
ma senza tutta la pomposa teoria di mezzo. Aiutando il
processo naturale di ri-posizionamento del ricordo. Ma la
esperienza clinica mi dice che è utile aspettare per lo meno
6 mesi prima di "forzare il processo"...


Di solito amo fare post divertenti..ma è difficile farlo quando
si parla di questi argomenti. Anche perché, la sofferenza
esiste e bisogna evitare di scacciarla ma bisogna "passarci
attraverso"...solo così possiamo apprendere come gestire
le nostre emozioni e diventare più forti e più
emotivamente intellgenti ;-)


Nei miei post, tra le altre cose amo darti del TU...perché
ma per ovvi motivi, quì ho cercato di evitarlo :-) Adesso
ti lascio con un esercizio simile, che mi hanno raccontato
i coniugi Barretta... (quelli che hanno insegnato la PNL
a Robbins ;-)) Premessa: in america esiste un posto
dove viene messa tutta la posta perduta...


1) Pensa alla persona che è venuta a mancare e crea,
una piccola immagine con la persona dentro.


2) Rimpiccioliscila fino a farla diventare grande come
un francobollo. Esattamente di quelle dimensioni.


3) Immagina di staccarla dallo sfondo con delicatezza
e rispetto. Ed incollarla su una busta o una cartolina.


4) Immagina di spedire la lettera... senza mittente...


Anche per questo esercizio valgono le "regole" descritte
prima. Tieni a mente che puoi usare questi esercizi per
poter uscire anche da separazioni amorose...che sono
molto simili ad un lutto. Lascia un commento qui
sotto
...e se non lo hai ancora fatto, abbonati al mio blog!


A presto
Genna


Ps
. per il "Ps" di oggi cambio radicale di mood perchè questi
sono giorni di festa per l'Accademia che compie 1 anno...
-6 giorni alla chiusura della lista Vip di AdM...per poter
entrare in Accademia a 1€ al giorno...affrettati;-)


Pps. Lankton, Glilligan, Zeig...ti dicono qualcosa? I miei due
amici e colleghi Manuel Muri e Mauro Baracchetti sono in
Arizona per seguire l'Intensive Training della Erickson
Foundation. E tu puoi fargli tutte le domande che vuoi
direttamente da questo blog :-)


Ecco gli altri "Audio-Esercizi" pubblicati:

1
PNL: Certificazioni... ...2 Audio imperdibili ;-)
2 Richard Bandler: "esercizio anti-stronzi" ;-)
3 Richard Bandler: la time line e il tempo nella PNL...
4 "Ho tanta paura da sbellicarmi"...esercizio di PNL
5 "Esercizio Anti-Ansia" ...
6 "Esercizio PNL convinzioni"
7 "Esercizio Anti-Panico...esagerare..."
8 "Esercizio per la Distorsione Temporale"
9 "La Cura Veloce delle Fobie"
10 "Come l' Auto-Suggestione..."
11 Cambiare lo "stato d'animo"...
12 Dimenticare l'amore
13 Ri-dipingere il passato con la Time-line
14 Come prendere le decisioni
15 Come superare gli Esami
16 Generare Nuovi Comportamenti
17 Cancellare i "brutti ricordi"
18 Come motivarsi con la PNL

domenica 12 luglio 2009

Sviluppo Personale: Applicazioni I-Phone e formazione


















Ciao,


l'I-Phone il cellulare della Apple ha spopolato in
questo ultimo periodo grazie alle sue innumerevoli
applicazioni. Dei piccoli programmini che ti permettono
di fare qualsiasi cosa...in questo post ti parlo di una
applicazione nel campo dello sviluppo personale e
della psicologia
;-)


Sonja Lyubomirsky, professoressa di psicologia presso
l'università della California ha progettato una applicazione
per l'I-Phone "in grado di incrementare" quelle abilità
proprie della psicologia positiva di M. Seligman. Non ti
parlo di una "suoneria da cellulare" fatta da qualche "finto
cantante e presentata in modo terribile alla Tv..." ;-)


...ma ti parlo di una Professoressa che ha vinto il più alto
riconoscimento nel campo della Psicologia Positiva. Il
Templeton Positive Psychology Prize. Il software che ha
creato, insieme ad una equipe davvero specializzata, è stato
tratto dai suoi studi che sono racchiusi nel suo libro:
"The How oF happiness"...Ecco Sonja Lyubomirsky
che ti spiega in che cosa consiste l'applicazione
:







Hai visto il video? oltre a presentarti l'applicazione per
l'I-Phone per diminuire lo stress e migliorare la vita ti
parla di come la psicologia positiva, unita alla tecnologia
può modificare il tuo mindset (il tuo modo di pensare)
agendo in questo modo da vero e proprio
coach
tascabile ;-)


Utilizzare l'I-Phone, o qualsiasi altro dispositivo per
arricchire il proprio ambiente di stimoli positivi non può
fare altro che giovare. Soprattutto a quelle persone che
non amano tanto applicarsi negli esercizi...trasformandoli
in giochi divertenti si ottiene il doppio risultato.


Senza contare il fatto che spesso, la forza dell'ambiente
viene sottovalutata. Qui intendo l'ambiente ambiente e
non la diatriba storica ambiente-natura... Intendo il
livello logico che Dilts ha descritto come ambiente ;-)
Quello stesso ambiente che psicologi e neuroscienziati
hanno ormai provato essere cruciale per lo sviluppo del
potenziale umano.


Ieri è stato il compleanno della Accademia...e chi segue
il nostro percorso conosce bene questi concetti perché
fanno parte del 1° Corso...racchiusi nell'ormai storico
manuale del dott. Sebastiano Todero "PNL e Ottimismo
Realistico". Che puoi comodamente scaricare e leggere
sul tuo I-Phone ;-)


La cosa affascinante è la serietà con cui creare questi
programmi di formazione...puoi trovare i loro studi
direttamente su questo sito. Sarà questo il futuro dello
sviluppo personale e dell'e-learning? Fammi sapere che
cosa ne pensi...lascia un commento qui sotto e se vuoi
seguire il blog comodamente, iscriviti ai miei feed.


A presto
Genna

Ps. [- 7] giorni al termine della scadenza dell' Offerta di
AdM --- Solo 1 Euro al giorno per la tua formazione ---

sabato 11 luglio 2009

Sviluppo Personale On-line: Auguri Accademia dei Miglioramenti...



















Ciao,


un anno fa nasceva l'Accademia dei Miglioramenti la prima
scuola On-line di Sviluppo Personale dove puoi imparare
la Nuova Psicologia Applicata, un distillato di Vecchia
saggezza filosofica (sia orientale che occidentale) le migliori
scoperte della Psicologia Accademica, unite alle più
moderne tecnologie dello sviluppo personale...


Durante questo anno abbiamo prodotto materiale di alta
qualità...le aule sono popolate da oltre 300 studenti, ed
alcuni di loro stanno completando il percorso diventando
cultori della materia :-) Migliaia di pagine scritte per
un totale di 12 libri - 12 eserciziari - 12 Guide - Ore ed ore
di Audio Corsi e Tele Bignami...insomma un sacco di
soddisfazione e in-formazione ;-)


Ormai sono mesi che ti parlo della mia passione per i nuovi
mezzi di comunicazione e trovo che AdM sia un esempio
eccezionale dell'utilizzo di questo mezzo. Infatti è possibile
seguire un VERO percorso di formazione on-line...composto
da Audio e Video training professionali e da e-book (manuali
completi)...e diverse dispense, interviste e Bonus.


3 VERI professionisti che lavorano quotidianamente a
contatto con le persone facendo, coaching, formazione e
consulenza a tutti i livelli. Evitando improvvisazioni, SOLO
materiale che ha funzionato, e funziona per noi e per
i nostri clienti...


Oggi è il "nostro compleanno", e in questo anno abbiamo
creato un valore aggiunto che ha spinto anche altre realtà ad
imitarci. Lo sai di solito non sono un "markettone", ma oggi
permettimi di esserlo...perché è anche così che sostieni il mio
lavoro ;-) Ecco l'Offerta creata apposta per Te ;-)


Il Compleanno di AdM coincide con quello del suo ideatore
Sebastiano Todero
;-) l'Offerta è talmente pazzesca...che solo
"il giorno del tuo compleanno puoi permetterti una cosa del
genere;-)" per questo motivo NON sarà eterna ma durerà
SOLO
7gg. e sarà disponibile SOLO per i primi
100 iscritti!



Come è nata l'Accademia dei Miglioramenti?


Dott. Sebastiano Todero lavora da anni a quello che ha
battezzato come il Progetto Miglioramenti, nel costruirlo ha
scritto ben 10 libri in formato elettronico (ed uno cartaceo).
In breve tempo si è imposto come "il Primo Esperto Italiano
di Ottimismo Realistico". Aiutato dal suo amico e collega
Ing. Francesco Pattarello...


Un giorno ci troviamo su un forum (quello di Cerchia;-)) e
decidiamo di scambiarci del materiale...lui mi da l'embrione
di quello che sarebbe diventato il Manuale di NPA e io gli
do il mio Report "I 10 Nemici del Rilassamento". Dopo poco
ci siamo incontrati e conosciuti all'evento tenuto a Riccione
da MylifeTv...dove abbiamo deciso di collaborare...


Dopo un lungo viaggio (sia io che Sebastiano arriviamo dal
Veneto) ed una notte pensata a ragionarci...nasce AdM...
Io, Sebastiano e Francesco abbiamo tantissime cose in
comune: le passioni, luogo dove abbiamo studiato
e
soprattutto il lavoro.


La struttura di AdM nasce dalla decennale esperienza di
Sebastiano nel campo dello sviluppo personale...e tutti i
cardini sono stati montati e ricesellati da noi nel corso di
tutto un intero anno...più diversi mesi di progettazione.
Francamente non penso esista un progetto simile in tutta
Europa...forse qualcosina in America...


Sebastiano ha preparato per i lettori di PsiNeL (e per
tutti quelli presenti sulla sua lista VIP) un offerta molto
allettante...che ti ripeto sarà strettamente limitata..

*************************************************
Approfitta adesso dell' Offerta Speciale di AdM;)
*************************************************


Aspetto un tuo gentile feedback, scrivimi un commento
qui sotto e se non lo hai ancora fatto iscriviti ai miei feed.


A presto
Genna


Ps. Ne approfitto per fare gli auguri mediatici (anche
se implicitamente già fatti) a Sebastiano per i suoi
118 anni di esperienza in questo campo :-D

venerdì 10 luglio 2009

Comunicazione non verbale: 8 consigli per insegnare in modo efficace

















Ciao,


finalmente la psicologia accademica lo ha riconosciuto,
il linguaggio non verbale è di fondamentale importanza non
solo per i "grandi comunicatori" ma soprattutto per gli
insegnati...che spesso sono "noiosi" pur essendo ultra
preparati...


Se leggi il mio blog e sei appassionato di sviluppo personale
molto probabilmente conosci già tutto sulla comunicazione
non verbale...nonostante questo, le persone più importanti
di un Paese (gli insegnanti che devono formare le nuove
generazioni) spesso non sanno nulla di questo e addirittura
le additano come "trucchi e stratagemmi inutili"...


Ma è proprio nel numero di "psicologia contemporanea" di
questo mese c'è un articolo completamente dedicato a questo
con tanto di consigli pratici...e il primo e assolutamente più
importante è dato da Rudolf Heidemann, uno pedagogista:
ed è la congruenza. Se conosci la PNL, non ti sto dicendo
nulla di nuovo. Infatti Bandler, Robbins e compagnia bella,
sono i paladini della congruenza.


Ecco alcuni consigli per gli insegnanti che voglio migliorare
il proprio stile non verbale durante le lezioni:


1) Fai in modo di trasmettere con tutto il tuo corpo quello
che vuoi comunicare. E stai bene attento a mostrarti ed
essere sempre presente... (usa questo esercizio per
migliorare la presenza
)...


2) Stai rilassato: lascia i tuoi impegni e i tuoi pensieri
fuori dall'aula. Perchè gli studenti si rendono velocemente
conto del tuo stato d'animo e lo leggono proprio attraverso
il linguaggio non verbale (bhe...questa è la soluzione ;-))


3) L'inizio è la cosa più importante: entra in aula con
calma evitando di trasmettere una sensazione di fretta.
Evita di parlare solo per coprire dei vuoti e apprendi come
controllare "l'ansia del silenzio"...


4) Sconvolgi i tuoi inizi: evita di fare sempre le stesse
cose in modo standard; magari invece di iniziare con l'appello
osserva bene la classe ed entra in rapport con loro, magari
chiedendo se hanno visto quel film o quell'evento...


5) Spostati: durante la lezione evita di stare dietro alla
cattedra ed entra in contatto con gli studenti. Muoviti di
frequente ma sempre con calma e rilassamento. Scegli
dei punti di ancoraggio per quando dici le cose che sono
più importanti. I più bravi a farlo sono i comici, guarda
come si muove Beninigi o Luttazzi...entrambi settano
delle ancore spaziali davvero efficaci ,-)


6) Sii amichevole
ma non troppo: essere amichevole e
simpatico non significa diventare l'amicone dei tuoi
studenti. E' un grave errore farsi coinvolgere troppo
perché in un attimo perdi tutta la tua autorità.


7) Evita di esagerare: utilizza la forza e l'energia dei
tuoi gesti ma evita di diventare un teatrante che mostra
al suo pubblico una tragedia. Dosa bene questa forza e
osservati prima di modificare il tuo stile...


8) Mani e braccia rilassate: l'atteggiamento delle
mani, qualsiasi gesto tu faccia deve essere tranquillo e
rilassato, perché gli studenti percepiscono tutto (oltre
ai simpatici neuroni specchio;-) Fai gesti ampi, aperti
e tranquilli. Quando parli ad uno studente usa gesti alla
altezza del petto e con il palmo della mano rivolto
leggermente verso l'alto.


I consigli non sono finiti, perché non ho intenzione di
mostrarti esattamente i gesti che dovresti fare (magari
lo farò in un post futuro)...è sempre meglio che tu li trovi
da solo in base alla tua personalità. E se proprio ti trovi in
"alto mare"...trova un insegnante efficace e stimato...e....
modellalo (imitalo, immagina di essere lui mentre illustri
i concetti alla classe).


Ti è piaciuto il post? lasciami un commento qui sotto e
se non lo hai ancora fatto iscriviti ai miei feed rss.


A presto
Genna


Ps. manca solo 1 giorno al complenno della Accademia
...per te l'opportunità di approfittarne in anteprima ;-)

giovedì 9 luglio 2009

Ipnosi: the mentalist
























Ciao,


questo è l'anno dei telefilm a sfondo...psicologico...da il
meraviglioso "lie to me" a "the mentalist". Ho appena
finito di vedere la 18° puntata del mentalista più famoso
della televisione e indovina di cosa si parla? di PNL e
di Ipnosi...interessante?


Stra interessante visto che, fortunatamente, si palra come
si deve di queste discipline, ovviamente "pigiando un
sull'accelleratore della fantasia" per rendere il tutto più
spettacolare. La cosa peggiore è la presentazione di
"The Mentalist" dove si spiega il significato della parola
mentalista...ma tutto sommato "ci stà";-)


Ma Perchè
esaltare un telefilm?
...


L'esaltazione deriva dal fatto che lo "spettacolo" in genere
ha sempre reso un cattivo servizio a chi si occupa di ipnosi.
Infatti non è raro che le persone che vengono nel mio studio
mi chiedano se, ricorderanno la seduta, se perderanno il
controllo o peggio ancora, se saranno "manipolate" ;-)


Mentre "the Mentalist" e anche "Lie to Me" sono davvero
ben fatti. E' chiaro che non può essere tutto vero quello
che accade...ad esempio nella puntata sulla PNL ci sono
persone ipnotizzate che fanno cose senza rendersene
conto ecc...ecc... Ma il tutto è sapientemente annaffiato
di pillole di saggezza. Infatti lo stesso protagonista parla
"in modo giusto" dell'ipnosi...


Per quanto, per alcuni, sia affascinane vedere una persona
su di un palco mentre fa "la gallina", l'ipnosi da palcoscenico
ha contribuito (e non poco) a creare false convinzioni sul
potere della ipnosi... Per cui ho deciso di scrivere le 5
cazzate sull'ipnosi:


1) Perderò la coscienza? No assolutamente, anzi quando
una persona entra in trance la sua coscienza si espande...ed
anche la sua attenzione. Se dovesse prendere fuoco la stanza,
il soggetto "ipnotizzato" sarebbe il primo a scappare...


2) Dimenticherò tutto? l'amnesia è un fenomeno
spontaneo della trance, ma tutto sommato avviene solo (se
non richiesta esplicita mente) per piccole porzioni del discorso.
E' chiaro che si ti parlo per 30 minuti...qualcosa lo
dimentichi;-)


3) Racconterò segreti e fatti personali? No...se tu
non vuoi fare qualcosa in trance, non la farai! La trance
è un amplificatore di quello che già normalmente faresti...


4) Posso "guarire" senza saperlo? No...chi si avvia a
fare un percorso ipnoterapeutico deve "sbattersi". Nessuno
ha la bacchetta magica, operatore e soggetto devono creare
una forte alleanza (rapport) e questo indica un lavoro in
cooperazione.


5) Ricorderò vite passate? anche la regressione, come la
amnesia è un fenomeno spontaneo della trance. Tuttavia
nessuno è mai regredito spontaneamente nel passato..anche
se ultimamente una ragazza mi scrive che con i suoi poteri
da pranoterapeuta accadonoo cose del genere :-O


Questi aspetti non sono esaustivi...ma ora devo andare e ti
lascio ad un aggiornamento futuro...se hai delle domande
lascia un commento qui sotto...e se non lo hai ancora fatto
iscriviti ai miei feed.


A presto
Genna

-3 Giorni al Compleanno della Accademia....preparati;-)

mercoledì 8 luglio 2009

Psicologia: l'importanza di giocare..

















Ciao,


abbiamo parlato più volte dell'importanza del divertimento
e dell'umorismo nella vita. Una ricerca recentissima ci
mostra che un'attività che sembra apparentemente inutile,
come l'umorismo appunto, sia indispensabile non solo per
una crescita migliore ma anche per prevenire determinati
comportamenti anti-sociali pericolosi.


Nel 1966 Charls Whitman, uno studente della Università di
medicina a Houston salì sulla sommità di un edificio del
campus e sparò colpendo 46 persone. Whitman era stato
un ex tiratore scelto dei marines. Dopo questo evento lo
psichiatra Stuart Brown fu incaricato di studiare le
personalità a "rischio di omicidio"...


Egli intervistò parecchi detenuti scoprendo che tutti quelli
che si erano macchiati di un omicidio avevano due elementi
in comune: erano stati abusati da bambini all'interno del
nucleo famigliare e non avevano mai giocato. Nel corso di
questi anni, Brown ha studiato ben 6000 persone e si è
reso conto che la variabile più importante era proprio la
mancanza di "gioco libero" durante l'infanzia.


Per "gioco libero" s'intende un tipo di gioco che non ha una
sua struttura e che è inventato direttamente dal bambino.
Oggi, con tutte le "macchine da gioco" che esistono è sempre
più difficile fare in modo che i bambini possano giocare
liberamente con la loro fantasia...


Uno studio condotto nel 2003 alla Washington University
ha provato che il gioco attiva e sviluppa le aree cerebrali
coinvolte nelle funzioni superiori, come la socializzazione,
la comunicazione e la gestione delle emozioni. Ad esempio
giocare "alla lotta" attiverebbe il BDNF un fattore
neurotropico che stimola la crescita neuronale.


Ma gli effetti positivi del gioco non hanno una funzione buona
solo per il cervello in via di sviluppo. Molte ricerche provano
che gli adulti che non giocano mai rischiano di cadere in spirali
di stress e ansia, spesso senza sapere il perché...Ecco 3 modi
provati per giocare anche da adulti ;-)



1) Giocare con il corpo:
qualsiasi gioco di tipo fisico può
essere molto utile per tenere attiva la mente e scaricare lo
stress. Ricorda, deve essere un gioco e non una competizione,
soprattutto se non lo fai ad un livello agonistico e quindi non
sei abbastanza allenato per farlo.


2) Giocare con gli oggetti: pare che a questo livello la cosa
migliore da fare sia "creare qualcosa con le proprie mani".
Quindi un qualsiasi gioco che implichi la creazione di nuove
"cose" sia il migliore. Ma anche una partitella a carte con gli
amici o a risiko, possono svolgere un compito simile.


3) Gioco sociale: trova un gioco che in cui tu possa
coinvolgere altre persone. L'ideale sarebbe un gioco dove
alcuni elementi del gruppo debbano collaborare per
raggiungere uno scopo comune.


La pratica: infine la cosa più importante non è come giochi
o quale attività fai
, ma il farlo in modo regolare. Esattamente
come tutti gli esercizi che ti servono per poter sviluppare
nuove abilità... (viva la pratica;-))


Lo so che sembra stano ma è così, per la crescita personale è
necessario il gioco...e questo non solo nei bambini che devono
essere abituati a giocare anche senza una "struttura", ma
anche per gli adulti che pensano sia "da bambini" mettersi
a fare giochi, per quanto possano apparire inutili...quando
giochi entri in quella zona di flusso di cui ti ho parlato
molte volte
...


E tu che cosa ne pensi? scrivi qui sotto la tua opinione e se
ti piace il mio blog, iscriviti ai miei feed rss...


A presto
Genna

Ps. questa sera c'è la teleconferenza.
... Clicca qui per
partecipare gratuitamente alla Teleconferenza!

martedì 7 luglio 2009

PNL: Integrazione delle parti..."in tutte le salse" ;-)


















Ciao,


se conosci la PNL di certo avrai sentito parlare della nota
"integrazione delle parti"...ma anche se non ti occupi in
modo diretto di PNL ma di qualche altra branca della
psicoterapia moderna ne avrai sicuramente sentito
parlare. E' da un di tempo che ti parlo degli studi da
cui deriva la "Psicologia Neurolinguistica";-)


Praticamente ogni teoria psicologica che abbia tentato di
spiegare il funzionamento della psiche si è imbattuta e/o
ha suddiviso il nucleo centrale della personalità in sotto-
parti. In breve quando si vive un disagio questo è dovuto
al mancato accordo fra queste parti...


La stessa cosa avviene nella ipnosi, infatti una delle prime
avvertenze tecniche è quella di far sapere al cliente che tu
non parlerai alla sua mente conscia ma ben si al suo
inconscio...e anche queste possono essere considerati come
parti della tua personalità. Erickson utilizzava l'artificio
retorico di dire "non preoccuparti di ascoltare...tanto sarà
il tuo inconscio a fare tutto il lavoro" ;-)


Con questa semplice frase Erickson, oltre a creare una mini
dissociazione stava effettivamente chiarificando il ruolo che
hanno le due parti nel lavoro da svolgere insieme. E gran
parte delle sue azioni sono portate ad un loro
"compromesso".


In PNL la tecnica più famosa per lavorare con le parti è di
certo la "ristrutturazione in 6 fasi", dove si individuano
le parti in conflitto e le si fanno dialogare, cercando (da una
terza parte, quella creativa) di sviluppare un nuovo modo
per soddisfare quel determinato bisogno.


Ecco, in breve, la ristrutturazione in 6 fasi:
(è lo schema classico, per cui visto che il post è molto
lungo, se già lo conosci puoi saltarlo)

1) Identifica
il comportamento da cambiare...


2) Entra in contatto con la parte
che genera il
comportamento... entra dentro te stesso e stabilisci dei
segnali si/no...chiedendoti "la parte che mi fa fare X è
disposta a parlare con me?"...e aspetta la risposta...


3) Separa il comportamento della intenzione,
chiedendoti che cosa vuole ottenere per il mio bene la
parte X facendomi fare quello che faccio? Continua
ponendoti questa domanda sino a quando non pensi di
aver trovato l'intenzione positive...fidati dell'inconscio;-)


4) Ora entra per bene dentro di te, magari con un piccolo
rilassamento e chiedi al tuo inconscio di trovare la tua
parte creativa. Quando l'hai trovata chiedi a questa
parte se è disposta a trovare 3 comportamenti alternativi
e positivi da fare per soddisfare l'intenzione positiva...


5) Chiedi al tuo inconscio se è disposto a mettere alla
prova uno di questi nuovi comportamenti nei giorni
successivi.


6) Chiediti se il nuovo comportamento sarà buono per te
e per le persone che ti sono intorno nel futuro. Se la
risposta è positiva "vai tranquillo"...altrimenti cerca un
altro comportamento che soddisfi l'intenzione...


Una seconda alternativa, motlo più facile, ma che utilizza
sempre l'integrazione fra le parti è quella del collasso delle
ancore. In pratica si tratta di far emergere le due parti
contrastanti e di unirle fra loro, in modo da creare un terzo
stato che le metta "d'accordo"...


Il teorico che sicuramente ha fatto di più in questo campo
è stato Roberto Assagioli con la sua psicositesi. E fra
parentesi è utile ricordare che Bandler ama citarlo cone
una delle fonti principali della PNL. Nella psicosintesi
esiste un concetto molto interessante di sub-personalità...


...scopo principale della terapia sarebbe fare in modo che
tutte queste sotto-personaltià (o parti) si armonizzino in
una loro "sintesi coerente". Per fare in modo che non vi
siano dei sotto-conflitti che frenano le potenzialità dello
individuo.


Per fare un esempio fra i più classici, se tu volessi amare
completamente una donna (se sei un uomo;-) ma dentro
di te ci fosse una parte che dice che "le donne sono tutte
delle p______ e che non bisogna fidarsi" ecco che,
nonostante tutti i tuoi sforzi, quella "parte inconscia"
(che porta avanti una convinzione) ti limita...


Come avrai intuito ogni forma di psicoterapia ha dovuto
fare i conti con le reti stato dipendenti...una teoria molto
affascinante sviluppata da Ernest Rossi...la quale afferma
che, ogni apprendimento avviene all'interno di una
cornice...e questo è dipeso dallo stato in cui ti trovavi
quando hai imparato
.


Sarebbe proprio questo meccanismo di apprendimento a
far nascere le differenti "parti interiori", e anche se allo
inizio sarebbe il contesto a farlo scattare, dopo un di
tempo il processo si cronicizza generalizzando quello che
si è appreso. Chiaramente esistono delle parti che non
sono dipese dall'apprendimento, come la differenza
funzionale fra l'emisfero destro e quello sinistro...


ma le parti che si integrano nel lavoro di intervento sono
quelle che emergono durante la vita, e quindi quelle che
sono state apprese. Come avrai intuito tutti i modelli di
cambiamento hanno una qualche teoria sulle parti, a
partire da Freud (Io, super-io ed Es), passando per la
analisi transazionale (con tutte le istanze dell'IO) fino
ad arrivare alla "nostra PNL" :-)


S
ia la Satir che Perls utililizzavano l'integrazione delle
parti...ecco la descrizione della Satir:

"Noi tutti abbiamo abbiamo una serie di parti diverse,
ciascuna con aspettative di autorealizzazione. Queste
parti
spesso trovano difficile andare d'accordo...e
possono avere
influenze inibitorie reciproche....


...il processo "del party delle parti" offre alle persona
una
opportunità di osservare queste parti e apprendere
come
possano funzionare più armoniosamente, quando
cooperano
invece che competere" (Satir e Baldwin, 1983).


Concludendo: ogni volta che fai una integrazione delle
parti ricorda di avere a che fare con delle reti neurali
attive e che quindi più è specifica la parte che richiami e
più semplice sarà integrarla con un'altra parte (anch'essa
specifica)...


Fammi sapere la tua opinione...lascia un commento qui
sotto e se non lo hai ancora fatto abbonati gratuitamente
ai miei feed rss
.


A presto
Genna

lunedì 6 luglio 2009

Richard Bandler: "Come motivarsi con la PNL"...

















Ciao,


in tutti i campi della psicologia e dello sviluppo personale si
è studiato e approfondito il concetto di motivazione in tutte
le sue salse...Richard Bandler stupisce nuovamente con la
sua geniale semplicità
...


In tutti gli ambiti della vita si ha bisogno di motivazione,
il modo più semplice per descrivere questo "movimento"
(motiv-azione) è quello classico della carota e del bastone.
In pratica vai via dagli stimoli che non ti piacciono e
vai
verso le cose che ti piacciono.


Nonostante
questa teoria non faccia un grinza, esistono
numerosi fattori che concorrono al fatto che tu sia motivato
o meno a fare qualsiasi cosa. Ti basta pensare alla teoria
dei bisogni di Maslow e a quella di Tony Robbin...La cosa
bella della PNL è che lavora ad un livello ancora differente
... utilizzando le manipolazione delle tue rappresentazioni
interiori, le sottomodalità.










Hai ascoltato l'audio? come credo tu abbia ormai afferrato
gli esercizi sono tutti simili... e in questo caso siamo di fronte
ad uno dei più noti della PNL...lo swish (quel rumore che
faccio quando ti dico di allargare l'immagine;-)).


Ecco i passi da seguire per fare l'esercizio:


1) Pensa a qualcosa che ti piace tantissimo fare...e crea una
immagine (A) dove ci sei tu mentre fai questa cosa e provi
tutte le belle sensazioni nel fare questa cosa.


2)
Crea un immagine (B), più piccola, del comportamento che
vuoi essere più motivato a fare...e piazzala in un angolo della
immagine più grande.


3) Ora espandi velocemente l'immagine B sino a quando non
ha completamente coperto l'immagine A. Se vuoi puoi usare
un suono, come la parla swish mentre lo fai.


4) Ripeti più volte lo swish, fino a quando senti di essere più
motivato. E percepisci la sensazione di aver trasferito la
motivazione della esperienza A in quella B...creando una
nuova esperienza, la C ;-) Gioca con le sottomodalità...


Esistono numerose leggende su come sia nata questa tecnica
...dal fatto che Bandler l'abbia capito parlando con chi aveva
superato da solo alcune fobie, ad aneddoti legati ad Erickson.
La cosa più da tenere a mente è che lo swish "non è una
magia" ma un modo semplice di condizionamento
.


"Brutta parola condizionamento...non è vero? ;-)" chiamalo
come vuoi: dare una nuova direzione al tuo cervello,
richiamare risorse, ecc...ma tutto questo passa attraverso
un processo di auto-condizionamento. Dove tu, a furia di
presentare 2 stati contemporaneamente ne crei
uno
nuovo.


Il termine condizionamento, non piace a nessuno. Perché
hanno in il pericoloso germe della manipolazione;-) Ma se
mi segui ormai dovresti sapere che è impossibile non
manipolare e non condizionarsi. Questo è un meccanismo di
base dell'apprendimento per cui ogni volta che impari
qualcosa, "ti condizioni".


Concludendo: aldilà delle teorie psicologiche, come la nota
piramide dei bisogni di Maslow e delle teorie dello sviluppo
personale, come i 6 bisogni di Tony Robbins... Esiste un
livello differente basato sempre sulle sottomodalità della
PNL...che puoi utilizzare per "condizionarti" ed essere più
motivato a fare ciò che più ti pare ;-)


Fammi sapere che cosa ne pensi lasciando un commento
qui sotto e se non lo hai ancora fatto, segui il mio blog
iscrivendoti ai miei feed rss.


A presto
Genna


Hai già visto la Accademia 2.0?
l'8 alla 21.00 Sabastiano
Todero sarà intervistato da Italo Cillo... la prima doppia
teleconferenza, infatti Sebastiano ha intenzione di...
(basta mi che ti ho detto troppo;-)) Clicca qui per
partecipare gratuitamente alla Teleconferenza!



Ecco gli altri "Audio-Esercizi" pubblicati:

1
PNL: Certificazioni... ...2 Audio imperdibili ;-)
2 Richard Bandler: "esercizio anti-stronzi" ;-)
3 Richard Bandler: la time line e il tempo nella PNL...
4 "Ho tanta paura da sbellicarmi"...esercizio di PNL
5 "Esercizio Anti-Ansia" ...
6 "Esercizio PNL convinzioni"
7 "Esercizio Anti-Panico...esagerare..."
8 "Esercizio per la Distorsione Temporale"
9 "La Cura Veloce delle Fobie"
10 "Come l' Auto-Suggestione..."
11 Cambiare lo "stato d'animo"...
12 Dimenticare l'amore
13 Ri-dipingere il passato con la Time-line
14 Come prendere le decisioni
15 Come superare gli Esami
16 Generare Nuovi Comportamenti
17 Cancellare i "brutti ricordi"

domenica 5 luglio 2009

Psicologia: Multitasking ed emozioni negative...

















Ciao,


qualche tempo fa abbiamo parlato del multitasking, cioè
la capacità di fare più compiiti contemporaneamente.
Questa abilità in psicologia viene studiata osservando
quella che viene definita memoria di lavoro...una sorta
di RAM che ti permette di fare più cose insieme...


La memoria di lavoro può essere immaginata come un
impiegato con una grande scrivania, che riesce a tenere
sottocotrollo (o meno) i diversi compiti e piani di azione
che gli vengono passati sia dalla memoria a breve termine
che da quella a lungo termine...


I ricercatori si sono chiesti se, le emozioni negative hanno
un effetto sul funzionamento della memoria di lavoro. Per
farlo, l'Università della Georgia, ha esaminato dei poliziotti.
Prima di iniziare il test, che consisteva nel decidere se
sparare o meno in una situazione rapida e ambigua...


Prima di sottoporli al test, i poliziotti sono stati coinvolti
in due misurazioni: la capacità della loro memoria di
lavoro (che varia in base a diversi fattori) e la loro abilità
nel far fronte alle emozioni negative (intelligenza emotiva).


I risultati dell'esperimento sono stati chiari: chi possiede
una più limitata memoria di lavoro ed una peggiore gestione
delle emozioni negative era più propenso a sparare verso
una persona disarmata... In altre parole sbagliavano più
frequentemente il compito richiesto.


Lo studio, che è in via di pubblicazione presso "applied
cognitive psychology
" è una zelante dimostrazione della
importanza di coltivare una buona intelligenza emotiva
e di allenare la propria "memoria di lavoro"....


Immagino già la faccia degli psicologi sperimentali che
diranno "ma non si può incrementare la memoria di
lavoro, ognuno ha quella che si ritrova"...bene io non
sono d'accordo ;-) Oltre al fatto di poterla aumentare
(attraverso specifici esercizi) è possibile apprendere
strategie che permettano un minore sovraccarico,
come le stra-famose menemotecniche.


Invece per quanto riguarda la gestione delle emozioni
qui non c'è ombra di dubbio che si possa migliorare la
capacità di gestione di quelle negative. Questa abilità, per
me, è ancora più importante di quella precedente.


Mi spiego meglio: le emozioni si trovano ad un livello più
alto, perché determinano le tue azioni. Se sei in grado di
gestire le emozioni non te ne fregherà nulla di non riuscire a
fare più cose contemporaneamente. Molto probabilmente,
te la prederesti con più calma;-)


Mentre se invece, hai una memoria di lavoro potente ma sei
in balia di emozioni negative, fare qualsiasi compito risulterà
100 volte più difficile. Ti basta solo pensare alla terribile
esperienza del lutto (di qualsiasi genere)... le forti emozioni
legate ad un evento del genere bloccano (per un determinato
periodo di tempo) e ostacolano gran parte delle funzioni della
memoria di lavoro...


Concludendo: se vuoi diventare più multitasking inizia
con l'allenare la tua intelligenza emotiva ;-) Fammi sapere
la tua opinione... lascia un commento qui sotto...e se non lo
hai ancora fatto abbonati ai miei feed rss.


A presto
Genna

La Accedmia 2.0 è On-line ;-)

sabato 4 luglio 2009

Sviluppo Personale: 10 studi interessanti sui gruppi...













Ciao,


abbiamo parlato molte volte di Team Building e delle
ricerche sperimentali sia nel campo della psicologia dei
gruppi che nello sviluppo personale
. Ecco i 10 studi
sui gruppi..."più rappresentativi"..


La maggior parte del nostro tempo è trascorsa allo
interno di gruppi. Lavori fianco a fianco ad altre persone,
fai parte di gruppi sociali più o meno formali e avanti
così....dalla famiglia ai semplici amici del bar, sei sempre
a contatto con gruppi di persone.


1) I Gruppi possono nascere dal nulla:

in ogni contesto dove ci siano persone ed interessi comuni
può nascere un gruppo. Questo è stato provato da un famoso
studio dello psicologo sociale Henry Tajfel con il suo
studio sui gruppi minimi.


Lo studioso ha preso persone che non si conoscevano e
le ha suddivise in due gruppi, ma nessuno dei rispettivi
gruppi sapeva a quale gruppo si appartenesse. Nonostante
questo, le persone tendevano ad avvantaggiare i possibili
loro compagni di gruppo (dando o meno una ricompensa)
e a ostacolare i loro possibili "concorrenti"...e questo senza
che si conoscessero davvero :-O


2) I riti di iniziazione aumentano il valore del
gruppo:

A
nche in questo caso, ti basta dare un'occhiata in giro per
renderti subito conto che, ogni gruppo "che si rispetti" ha
in se dei rituali iniziatici, sia espliciti (come il battesimo nella
Chiesa) oppure impliciti...come alcune regole di condotta
all'interno di alcune organizzazioni complesse.


Conoscere questi riti (soprattutto se impliciti) può fare
davvero la differenza se vuoi far parte di un gruppo oppure
ne vuoi fondare uno tutto tuo ;-) Questo fenomeno è stato
studiato da due psicologi Aronson e Mills (1959) i quali
hanno invitato alcune donne a sottoporsi ad un rituale
imbarazzante per poi valutarne la successiva soddisfazione.


E proprio come ipotizzato, più il rituale era bizzarro e quindi
"memorabile" e più i membri si sentivano parte integrante
del gruppo. L'identità di gruppo è significativamente più forte...


3) I gruppi tendono a conformarsi:

Una volta avvenuto il rito di passaggio esistono tutta una
serie di regole che sono indispensabili per vivere in modo
adeguato all'interno di un gruppo. Qualsiasi siano queste
regole esse NON vengono mai messe in discussione fino
a creare effetti paradossali, come quello dell'esperimento
di Asch di cui ti ho parlato in questo articolo
.


4) Allineati o verrai ostacolato:

All'interno dei gruppi non ci si accorge della importanza di
allinearsi alle regole fino a quando queste non vengono
infrante. Infatti chi non "segue il gruppo" viene ostacolato.
Nei casi di lavoro il mobbing può nascere anche da questo.


Infatti non è raro che, all'interno di un gruppo di lavoro
arrivi lo stacanovista che lavora il doppio degli altri...e che
cosa succede? viene premiato? assolutamente NO...viene
percepito come un lecchino, che vuole fare le scarpe agli
altri...ecc...ecc. E la sua carriera potrebbe essere facilmente
ostacolata da chi ha interesse a mantenere le cose come
stavano.


5) Tu diventi il tuo ruolo sociale:

All'interno di un gruppo, ognuno ottiene un ruolo sociale
che può trasformasi (a volte pericolosamente) nella tua
personalità. Scommetto che hai sentito tante persone
definirsi come: medici, psicologi...ecc...ecc...


L'esperimento più famoso è quello di Zimbardo, da cui è
stato tratto il film "the experiment" dove si mettevano
due gruppi di persone in una finta galera. Metà dei soggetti
facevano le guardi e l'altra metà i prigionieri...e se hai
visto il film sai che l'esperimento ha spesso raggiunto
vette di assurdità senza limiti ;-)


6) I leaders acquisicono autorità attraverso la
conformità
:

Una ricerca condotta da Merei (1949) su un gruppo di
bambini, all'interno di una scuola infermieristica ha messo
in evidenza che: i bambini che cercavano di inserire nuovi
giochi non diventavano leaders...mentre quelli che, prima
utilizzavano i giochi a disposizione e poi ne inventavano di
nuovi, diventavano leader...


E qui, ci metto in mezzo un di PNL, siamo di fronte ad
un classico esempio di ricalco (gioco ai giochi vecchi) e di
guida (invento nuovi giochi) ;-))


7) Il Gruppo può aumentare le prestazioni generali:

Come ti ho già detto in questo articolo, la semplice presenza
di altre persone che ti osservano mentre compi un semplice
compito aumenta drasticamente le prestazioni di base...


8) ...ma il gruppo facilita il cazzeggio (sorry;-)

Paradossalmente, al contrario dello studio precedente ce ne
sono alcuni che dimostrano che: all'aumentare del numero di
persone deputate a raggiungere un determinato obiettivo
aumenta la probabilità di cazzeggio ;-) Quindi se gestisci un
gruppo grande, il modo migliore per gestirlo è quello di
creare dei sotto-gruppi con una propria identità di sotto-
gruppo ed una identità di gruppo...


9) Il Chiccericcio dei gruppi è molto attendibile

All'interno dei gruppi, gossip e pettegolezzi sono spesso la
linfa vitale che tiene unite le relazioni sociali. Uno psicologo
sociale, Simmons si è chiesto se questi pettegolezzi
corrispondessero a verità...ed ha scoperto che ben l'80%
delle loro chiaccherate corrisponde a verità...


...per cui se vuoi conoscere di più su un gruppo che lavora
per te o in cui lavori, resta ad ascoltare quando si parla di
cose apparentemente futili, pare che sia il miglior modo
per raccogliere informazioni altamente attendibili;-)


10) I gruppi generano competizione

Al punto 7 hai visto che la competizione può aumentare le
prestazioni di un gruppo, ma non sempre è così. Se infatti
si sottopone un gruppo molto grande al famosissimo
dilemma del prigioniero...nonostante TUTTI sappiano che
per vincere bisogna collaborare...scatta quasi sempre
la competizione.


Insko et al. (2001) ha sottoposto dei soggetti al dilemma
ed ha osservato che, quando il gruppo è uno questo lavora
in modo adeguato, ma quando i gruppi diventano più di
3 la competitività ha un'impennata di circa il 30%...


Uff...è finita questa carrellata di studi, e mi auguro che tu
sia già riuscito ad estrapolare delle ottime in-formazioni
per migliorare il tuo gruppo di lavoro, o semplicemente
di aver solleticato la tua attenzione. Fammi sapere che
cosa ne pensi lasciando un commento qui sotto e se non
lo hai ancora fatto iscriviti ai miei feed Rss.


A presto
Genna

Ps. Hai visto il nuovo Banner di AdM qui in alto? Ok,
dagli un'occhiata (fidati ;-)) e fammi sapere....

venerdì 3 luglio 2009

Ipnosi: Stefano Benemeglio e Marco Paret...






















Ciao,


fra i molti tipi di ipnosi che circolano, noi in Italia ne abbiamo
una tutta nostra l'Ipnosi Dinamica di Stefano Benemeglio.
Te ne ho già parlato altrove e, nonostante non mi faccia
impazzire, bisogna dargli tutti i meriti del caso..infatti
queste ricerche sono nate molto tempo fa...


Ho frequentato seminari, visto molti video e conosciuto
alcuni dei suoi "trainer analogici"...e ovviamente l'ho
sperimentata. Se ti piace l'ipnosi da palcoscenico questo
genere di tecniche è quello che fa per te. Infatti l'ipnosi
dinamica (nome azzeccatissimo dato che ci sono molti
concetti "dinamici") è l'unica che arriva dritta dritta
dagli spettacoli teatrali...e dalle sedute medianiche:-O





Hai visto il video? hai avuto qualche effetto? chi conosce
la arzigogolatissima teoria sa che cosa significano i "3 segni".
In pratica funziona così: il cerchio è l'ego, l'asta rappresenta
il padre ed il triangolo...indovina? bravo/a...la madre;-) Ma
non finisce qui, questi tre segni si intersecano con altre
teorie degne del trapassato Freud, che ti risparmio ;-)


La domanda chiave è: funziona? certo che si...quando
fai chiudere gli occhi ad una persona, la metti in piedi, con le
braccia lungo il corpo, i piedi attaccati (posizione ortostatica)
questa, dopo poco tempo inizia a perdere i rifermienti ed
entra in trance. Si quindi manda in trance le persone ma
questo non significa che funzioni a livello clinico...nonostante
ci siano una forte schiera di sostenitori.


Se hai letto i bellissimi libri di C. Tart sai esattamente come
funziona questo genere di cose... Solo un altro personaggio,
guarda caso italiano anche lui, si è cimentato in qualcosa di
molto simile...ed è Marco Paret. Con la "leggera" differenza
che lui li prende direttamente alla fonte (citandola).


Paret ha fatto qualcosa di simile, ma ti dice esattamente da
dove è stata presa...da Virginia Satir. Se hai letto il primo e
pesantissimo libro "la struttura della magia" sai di che cosa
sto parlando. Infatti l'abilissima terapeuta della famiglia
aveva notato che le persone hanno principalmente 3 modi
di usare il linguaggio non verbale:


1 - "Direttivo": queste persona danno ordini diretti e, di
solito, quano lo fanno puntano il dito...come se fosse un
bastone con il quale intimano i loro ordini...


2 - "Propiziatorio": queste persone ti supplicano e ti
chiedono perfavore di fare le cose. E nel farlo,
metteranno i palmi delle mani verso l'alto, come per
chiedere l'elemosina...


3 - "Super logici": sono quelli che quando ti chiedono
qualcosa lo fanno dandoti tutte le ragioni del caso...
cercando di dare un senso logico a quello che stanno
facendo.


Paret poi, ha mescolato questa semplice ed elegante teoria
con l'enneagramma...ma questo è un altro discorso che a me,
personalmente non piace molto (perchè penso esistano modi
più efficaci per osservare le persone -> spiegazione da super
logico;-))...


In poche parole, il lavoro di Benemeglio e quello di Paret si
assomigliano, ma alla lontana, anche se io preferisco Paret.. mi
piace sapere da dove arrivano le cose con precisione. Ma
Benemeglio ha fatto davvero di più, in senso teorico...


...se hai visto il video e hai fatto l'esercizio ti sarai reso conto
che il tuo corpo ondeggiava davvero. Questi sono semplici
segnali ideomotori, hai presente il dito si/no di tutti i libri in
cui Bandler parla di ipnosi? esattamente quelli, con l'unica
differenza che si usa l'ondeggiamento del corpo...


Se anche tu hai un'opinione in merito fammelo sapere, o se
vuoi che approfondisca una di queste tematiche, lascia un
commento qui sotto e cercherò di accontentarti ;-) e se ti
piace il mio blog, abbonati ai miei feed...oppure inserisciti
fra le "faccine carine" che vedi qui sulla destro :-)


A presto
Genna

giovedì 2 luglio 2009

Ipnosi: Induzioni Rapide...l'incredibile maestria di Milton Erickson



















Ciao,


tempo fa abbiamo parlato delle induzioni ipnotiche rapide,
e andando in giro a leggere sui forum, anche stranieri pare
quasi che Milton Erickson non facesse cose del genere.
Nonostante tutti conoscano la sua storica stretta di
mano
portata avanti "abilmente da Bandler".


Ma basta leggersi qualche libro di Erickson per rendersi
conto che "il simpatico vecchietto di Phonix ne ha fatte
di tutti i colori, nonostante lui non potesse vederli.."che
Battutaccia;-)"... Nel bellissimo "Ipnoterapia" di Erickson
e Rossi ci sono diversi esempi...ma anche nelle opere
e nell'uomo di febbraio, in cui è stato particolarmente
direttivo ("dormi...profondamentoe...dormi;-))...


Erickson: "Sai che ti troverai in trance profonda
quando
toccherò il tuo volto? [Erickson tocca il viso
della paziente] Ora riposati molto tranquillamente.
E in modo gradevole
.


Qui apparentemente Erickson "tocca il volto" e magicamente
è entrata in trance...ma non è andata solo così;-) il
soggetto era appena uscito dalla trance ed era stato invitato
ad apprendere tutti i modi possibili con cui potesse entrare in
trance. Erickson aveva appena eseguito la levitazione di
entrambi gli arti
legando tutto con elegantissime
causative implicite e molto altro...


Anche solo analizzando la "semplice frase" che hai appena
letto, vedrai che è pazzesca :-) la domanda è geniale
perchè utilizza contemporaneamente una marea di cose:


1 - una causa effetto (il fatto che ti toccherò causerà la
trance) ma contemporaneamente presuppone che tu ci
entrerai. Come livello logico andrebbe prima la
presupposizione
, ma lui la camuffa abilmente all'interno
di una causa effetto... In inglese la parte "ti ritroverai in
trance", può anche essere un comando incastrato...


2 - è l'abile utilizzazione di una suggestione post-ipnotica
in cui Erickson le suggerisce che la sua mente avrebbe
continuato a cercare e a sperimentare, molti modi per
entrare in trance.


3- La domanda, elemento che sembra essere scontato,
quando in realtà è la chiave di tutto. La domanda è lo
strumento di comunicazione efficace più efficace ;-) che
riesce a fissare l'attenzione e avvia la ricerca inconscia...
scopo di tutta l'ipnoterapia.


Un vero capolavoro, non trovi? Non mi stancherò mai di
parlarti di Erickson e in generale di ipnosi...aspetto un tuo
gentile commento qui sotto...e se ti piace il mio blog,
abbonati ai feed Rss.


A presto
Genna


Ps. Il compleanno dell' Accademia 2.0 è sempre più vicino,
preparati perché ci sarà un'offerta pazzesca...ma solo per
le prime 48 ore ;-) (Acqua in bocca, io non ti ho detto
niente ok?;-))


Pps. "Sai che ti ritroverai ad apprezzare, ancora di più,
il mio blog quando leggerai il prossimo articolo?" :-D

mercoledì 1 luglio 2009

Comunicazione non verbale: neuroni specchio e le interazioni sociali..
























Ciao,


neuroni specchio, quante volte mi hai sentito dirlo? ;-)
tantissime fino a raccontarti che esistono studi che tentano
di dimostrare la loro INesistenza :-) Ma Rizzolatti e tutto
il suo staff, oltre ad aver "risposto per le rime" continuano
le loro affascinanti ricerche.


Lo studio che ti presento
oggi fa parte di quella ricerca
di base che spesso sembra non avere referenti con la realtà
concreta. Ma se hai seguito un po' la vicenda, sai che questo
non conta molto quando si parla di neuroni specchio ;-)


Infatti con questi si sta cercando di spiegare un pò tutto il
funzionamento neurofisiologico di come vanno le interazioni
fra gli esseri umani. E' come se dentro la tua testa ci fosse
questa antenna che invia messaggi e li riceve...senza
che tu te renda conto :-O (secondo la meccanica quantistica
questa "antenna" è molto, molto di più)...


In questo studio, il messaggio che si veicola sembra essere
quello dello spazio prossemico, cioè lo spazio che ti circonda
e che si modifica in base alle situazioni. E' infatti stra note
negli studi sulla comunicazione non verbale che esistano
almeno 4 "zone"...


Una zona pubblica, a due o tre metri, quando parli ad un
gruppo di sconosciuti. Una zona sociale, alla distanza che ci
sarebbe se i due interlocutori allungassero le braccia per
toccarsi (circa 1,5 m), quando parli ad un conoscente o ad un
collega...una zona personale: che corrisponde alla lunghezza
del tuo braccio protratto in avanti, spazio valicato solo da amici
e parenti...La zona intima che corrisponde alla lunghezza
dell'avambraccio. Sei libero di toccare, guardare negli occhi
e percepire tutte le emozioni contenute nella conversazione.






















Non tutti sanno che il primo a fare questo genere di studi è
stato l'etologo e studioso del comportamento umano Kornard
Lorenz...il papà dell'imprinting
(quello delle paperelle).
Lo scienziato affermava che lo spazio fra una persona e l'altra
non fosse "vuoto", ma denso di significati non verbali in base
ai movimenti di avvicinamento e allontanamento.


Lo studio ha dimostrato che esistono 2 tipi di neuroni specchio
e che essi si attivano e si disattivano proprio in base alla distanza
dell'interlocutore. Per essere attivati questi hanno bisogno di
vedere un movimento, se questo movimento avviene all'interno
o all'esterno delle varie zone prossemiche, si attivano solo quelli
che si ipotizza servono per la vicinanza o per la lontananza...


I ricercatori hanno già tratto alcune ipotesi interessanti. I
neuroni specchio quindi non sarebbero solo implicati nel
riconoscimento di quello che gli altri "stanno facendo" ma
ti fanno anche "sapere" come e quando intereagire con
loro...


I neuroni specchio sono una delle scoperte più interessanti
di questo secolo, non solo secondo me... ma anche secondo
gran parte della comunità scientifica. Mi auguro che
Rizollatti vinca il Nobel;-)


E tu che cosa ne pensi? Lascia un commento qui sotto e
se ti piace il mio blog, seguilo quotidianamente iscrivendoti
ai miei feed rss
.


A presto
Genna